Ti osservo sbuffare al cielo il calore del tuo cuore piantato da millenni su questa terra fatta di fuoco e acqua. Quando ti copri della veste bianche delle nubi per ripararti dal mondo e quando infiammi e colori col tuo manto infuocato la nostra vita.
Io cresco con te, il mio destino porterà i tuoi segni alla gente che mi sceglierà, quelli delle nuvole e dei respiri di questo mondo.
La mia è storia complicata, di un’esistenza di confine, sono terra che spunta dal mare e si nutre delle correnti di mondi diversi.
Io sono un destino, chi ha scelto di allevarmi m’ha donato la vita, le mani, gli occhi, le speranze, la poesia. Il ritmo del mio tempo è quello di Alfio Antico, quello dei tuoi lunghi silenzi, dei miraggi del mare che viene dall’Africa.
La mia lingua è straniera e colorata come quella dei popoli che m’hanno conosciuto e amato.
Ti osservo e respiro il tuo umore, sarà lo stesso dei miei frutti che saranno intensi, puri, diretti. Proprio come te, proprio come questa gente che di me si fida e confida.
Da me arrivi se hai voglia di scoperta, se decidi di lasciare le rive più certe dei tuoi sapori per quelle più intense della mia natura.
M’hanno dato il nome di Nireddu e in quel nome c’è scritto tutto il mio destino: bello, raffinato, ricco, difficile, sacrificato.
Ti osservo, meraviglioso Etna, mentre il cielo e i suoi colori ti restituiscono amore e si legano al tuo cuore piantato da millenni in questa terra di fuoco e acqua.
Se vorrai questa sera sederti sul ciglio dei tuoi orizzonti pensando ai silenzi d’amore e ascoltare la tua anima io sarò tuo fedele compagno, sarò il vino dei tuoi attraversamenti lenti, dei tuoi viaggi e dei tuoi miraggi verso il sole caldo e il mare del sud.
V’invito alla danza (Shostakovich’ Second Waltz), al bicchiere e alla magia dell’Etna; ai ‘‘meraVinosi’’ sogni di Federico, Silvia e Roberto. Stasera brindo al Nerello Mascalese.
Prosit e Serenità.