Filari pettinati e ben ordinati sulle crine delle colline, foglie d’uva che esplodono in mille tonalità di colori diversi, fino al ruggine d’ottobre che è luce riflessa di meravigliosi tramonti.
Benvenuti nelle Langhe Piemontesi, terra dalla grande vocazione vitivinicola e gastronomica nazionale, terra di uomini dediti alla fatica, contadini dal cervello fino,  fieri e testardi come gli uomini delle mie terre meridionali.
Le Langhe sono un fazzoletto di terra magica dove il frutto che cresce è inimitabile, il Nebbiolo Vino,  Vita e orgoglio  per le genti di questi luoghi.
Come una musica potente e complessa da quest’uva nasce sua maestà il Barolo, un vino che dovrete bere quando avrete bisogno di certezza, di conferme e quando vi sentirete indomiti, tanto da affrontare qualsiasi sfida.
L’enciclopedia del vino lo descrive dal colore rosso rubino intenso, ricco di corpo, tannico, discretamente acido, alcolico, quasi fruttato e di sapore asciutto. Si presta a lunghi invecchiamenti lasciando evolvere il suo bouquet in un tono aristocratico.
Io vi invito alla ricerca e alla scoperta  dell’ambiente che genera quel frutto, un percorso tra minerali, fuoco, roccia, montagne, acqua fino a quel pezzo di terra così pregiato. Là dove la luce, il vento, il clima sono Eden miracoloso per il vitigno padre del Barolo.
Qui l’affanno quotidiano dei contadini restituisce il più ricco e nobile dei vini che ritorna a farsi affresco come le vive ombre del Caravaggio, un’emozione che non puoi de-scrivere ma vivere se saprai lasciar spazio alla meraviglia ed al silenzio.
E così al mio silenzio m’abbandono lasciando calma al mio bicchiere e al genio di Mozart. Tutto è quiete, si fa armonia, eleganza, calma imperturbabile e come sempre Serenità!