Disabilità, non ci si ricordi solo il 3 dicembre

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Dal 1982 ogni 3 dicembre in Italia e nel mondo si celebra la giornata internazionale della disabilità.

Negli anni 70 la concezione della disabilità era molto diversa: si vedeva solo la malattia o la sedia rotelle.

In quegli anni la disabilità si vedeva come qualcosa di negativo sotto tutti i punti di vista, ad esempio si guardava solo malattia dal punto di vista medico; tutto il resto si lasciava fuori.

Con il passare degli anni grazie a molte leggi italiane è cambiato il modo di vedere la disabilità. Oggi è stato fatto molto per affrontare qusto problema, ma ancora resta da fare molto. I Comuni italiani sono obbligati ad avere un piano di eliminazione delle barriere architettoniche ma ad oggi solo in pochi l’hanno realizzato.

La disabilità non sono solo le persone che vivono in carrozzina. Queste persone hanno bisogno di altri ausili davvero importanti ed interventi per superare le barriere architettoniche tuttora esistenti.

Certo la disabilità non si vive solo il 3 dicembre ma anche gli altri 364 giorni in cui la persona con disabilità deve sempre lottare per ottenere i propri diritti.

Io ho partecipato alla giornata internazionale dalla disabilità che si è svolto a Roma al palazzo  INAIL, dove c’è stato illustrato il censimento dell’Istat sulla disabilità. In Italia i disabili sono il 5% della la popolazione: tre milioni centomina persone.

In occasione della manifestazione a roma, ho avuto la possibilità di incontrare il Presidente della Repubblica Mattarella (foto di copertina) .

Per me descrivere l’emozione che ho provato ieri non è una cosa facile: è vero, a volte vale più una stretta di mani che mille parole.

Il discorso del Presidente è stato breve ma incisivo: ha parlato di disabilità come risorsa. Un esempio: quante persone con disabilità sono entrate nel mondo dello sport e sono diventate importanti per altre persone che vivono la loro stesse condizioni?.

In questo incontro c’erano molte persone che vivono nel mondo dello sport. Non si sono mai fermate. Secondo me questo è il segreto: nella vita non bisogna mollare mai.

Se negli ultimi anni c’è un approccio diverso verso la disabilità bisogna fare in modo che essa sia al centro della politica perché oggi i dati forniti dall’Inail confermano che l’Italia divisa anche sulla disabilità.

Ma ogni persona con disabilità deve lottare per avere una vita di qualità, essere più autonoma.

Durante la manifestazione a Roma si è fatto lilevare che non c’è bisogno solo di assistenza ma ai disabili bisogna anche garantire piena accessibilità per leggere un libro oppure scrivere in modo accessibile.

Io credo che ultimamente c’è molto più attenzione verso il mondo della disabilità ma c’è bisogno di finanziamenti per fare dell’interventi.

C’è bisogno anche di una programmazione attenta e dettagliata realizzata da persone competenti del settore.

In fondo le persone con disabilità vogliono vivere una vita senza pietà e senza compassione.

Stefano Mele