Prima di archiviare il messaggio della Giornata mondiale dell’alimentazione –  “Combattere gli sprechi alimentari. Nutrire il pianeta” – nella classica e tradizionale domenica del pranzo speciale in famiglia, giornata a massimo rischio di spreco, cosa si può fare in concreto?
Il Centro Studi Turistici Thalia – che monitora tendenze alimentari e professionalità di impegno su questi temi – lo ha chiesto ad alcuni testimonial. Dinamici ricercatori individuati nella nuova categoria del “metro food”, che prediligono le ricette legate alla tradizione italiana, da consumare nei momenti di socializzazione, con una spiccata attenzione all’origine delle materie prime e all’aspetto salutistico. Per questo i più sensibili ed attenti alla lotta allo spreco.
Antonio e Alfonso (Black Pepper Potenza), simbolo della nuova generazione di ristoratori del capoluogo, pensano che il riutilizzo di prodotti alimentari è un fattore essenziale che va coniugato oltre che con la piena garanzia di salubrità per il cliente con creatività per offrire sempre gusto e sapore a piatti rielaborati. Abbiamo sperimentato che con i piatti antispreco si recupera il cibo non consumato, attraverso ricette a impatto zero. In casa vale lo stesso percorso. Intanto, comprare in maniera intelligente. Bisognerebbe comprare meno cibo. Capita spesso infatti di acquistare quantità troppo abbondanti di cibo al supermercato, ritrovandosi cosí con frutta e verdura che vanno a male e vanno buttate via. Usate quello che avete in casa. Controllate regolarmente le date di scadenza e quando preparate i vostri pasti utilizzate quegli ingredienti che la stanno raggiungendo. In questo modo ridurrete di sicuro gli sprechi, e le combinazioni di ingredienti “rimasti” possono dar vita a ricette nuove e gustose.
Giosuè e Daniela, (Effess street food Potenza) reduci del successo di Cucina di strada per le vie di Roma, insistono sul cibo tradizionale e sulla “formula” del cibo di strada economico e salutare. Siamo quel che mangiamo, mangiare è “incorporare” un territorio. Quindi riscoprre le tradizioni della cucina italiana e, con l’unione di strada e cibo, riscoprire l’antico rito della socializzazione. Consigli: conservate gli alimenti con cura e nella maniera corretta. Il modo in cui riponiamo e sistemiamo il cibo può avere un grosso impatto sulla durata dello stesso. Imparare a far durare il cibo più a lungo é un modo davvero efficace per ridurre gli sprechi: ad esempio, bastano pochi accorgimenti per prendersi cura della frutta fresca e far sì che non marcisca prima del tempo. Servite porzioni ragionevoli. Andando al ristorante siamo abituati a ricevere porzioni sovrabbondanti, che spesse volte non riusciamo nemmeno a finire: questa pratica che facilita lo spreco si sta pian piano diffondendo anche nelle nostre case. Quando si cucina per tante persone, non cercate di servire porzioni eccessive: iniziate con porzioni più piccole e poi se qualcuno ha ancora fame si può passare al bis. Utilizzare piatti più piccoli può aiutare moltissimo, sforzatevi a cucinare meno cibo e soprattutto di fare buon uso di tutti gli avanzi!
il trio di giovani ristoratori
Ma quanto cibo sprechiamo? Si sa, noi italiani con il cibo abbiamo un rapporto del tutto particolare e ben il 17,5% del budget familiare viene solitamente speso in cibo. Nonostante la crisi economica degli ultimi anni abbia gradualmente diminuito lo spreco di cibo fino ad arrivare al 57% di spreco in meno, i rifiuti alimentari ammontano tuttora a 108 kg per persona: come se ogni italiano buttasse due piatti di pasta nella spazzatura, ogni giorno. Ma quali sono i tipi di problemi che questa negligenza e tutto questo spreco portano? Innanzitutto, i rifiuti alimentari ci costano un sacco di soldi: in Italia ammontano ad un valore di 37 miliardi di Euro: una cifra esorbitante che basterebbe a sfamare ben 44 milioni di persone. Per non parlare dei riscontri ambientali: in Italia l’impronta di carbonio causata dai rifiuti di cibo equivale a 3,4 milioni di tonnellate di CO2. I rifiuti alimentari causati dalle famiglie ammontano ad una quantità pari allo 0,5% del Pil. Per quanto questo sia un dato abbastanza scioccante, la buona notizia è che tutti noi nel nostro piccolo possiamo fare la differenza, adottando alcuni accorgimenti su come consumiamo.
Una nuova tendenza social che per il C.S. Thalia può coinvolgere anche la nuova generazione dei cuochi potentini perché anche il cibo diventa sempre più social e può contribuire alla riduzione degli sprechi e perché qualche lezione di cucina serve a tutti. E’ il fenomeno in crescita degli chef che cucinano per gli altri a casa loro: sempre più persone non hanno il tempo, o il denaro, per comprare ingredienti e cucinare e facendo incontrare cuochi e commensali per uno scambio conveniente, il social eating potrebbe diventare un vantaggio per tutti. Si tratta del professionista, animato prima di tutto da grande passione, che arriva a casa del cliente, già fornito della spesa e di tutto il necessario per organizzare un pranzo o una cena di qualità e poi lasciare la scena al padrone di casa e ai suoi commensali. Compito del personal chef è, infatti, quello di organizzare eventi soprattutto in base a quelli che sono i gusti del cliente. Alla fine è garantito che in spazzatura non si butta nulla.