Il pronto intervento di due agenti di Polizia Penitenziaria ha evitato una tragedia nel carcere di Matera dove, domenica notte un detenuto, in preda a sconforto, ha appiccato il fuoco nella propria cella, nel reparto detentivo denominato “Sirio”.
Attivate le procedure di sicurezza, gli agenti, nonostante il fumo avesse invaso i locali, hanno portato in salvo il detenuto che aveva appiccato il fuoco e gli altri che si trovavano nelle altre celle.
I due Agenti, dopo l’intervento sono stati immediatamente accompagnati all’Ospedale cittadino  “Madonna delle Grazie” , dove è stato riscontrato loro una intossicazione per inalazione di fumi con una prognosi di tre giorni.
Nel dare notizia di quanto accaduto, i segretari regionale e provinciale di Matera el Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), Saverio Brienza e Carlo Abbatangelo, esprimono plauso ai colleghi intervenuti ma nel contempo denunciano  tutte le problematiche ed i rischi connessi ad un così delicato compito svolto sempre egregiamente dai Poliziotti Penitenziari che quotidianamente si trovano a fronteggiare situazioni delicate o pericolose in assenza del necessario numero di personale.
Il carcere di Matera – ricordano Brienza ed Abbatangelo –  ha il 60% in meno di Ispettori e l’80% di Sovrintendenti rispetto a quanto previsto dal vigente Decreto Ministeriale. Inoltre già da tempo – denunciano i responsabili dei Sappe – vi sono problemi agli impianti di video sorveglianza, già segnalati e non ancora pienamente risolti. Alla luce di questo ennesimo tragico episodio, chiedono con forza all’amministrazione di attivarsi per colmare le carenze di organico non solo del Carcere di Matera ma dell’intera Basilicata, una carenza di oltre cento unità di Polizia Penitenziaria”.
IL problema – si legge in una nota – potrebbe essere risolto anche nell’immediato attraverso assunzioni con lo scorrimento delle graduatorie di giovani  che ancora oggi attendono di essere chiamati per far parte della Polizia Penitenziaria, come già fatto per altre forze di Polizia.
Per il segretario generale del Sappe, Donato Capece, quanto accaduto nel carcere di Matera “è sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga – conclude Capece –  in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”.
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