Sono iniziati da qualche minuto gli interrogatori dei dipendenti dell’Eni agli arresti domiciliari perché accusati di illecito smaltimento di rifiuti, avendo catalogato quelli provenienti dall’attività estrattiva con codici volutamente falsi, consentendo all’Eni di risparmiare parecchie decine di milioni di euro.

In questo momento (ore 11.20) nell’aula del Gip Michela Tiziana Petrocelli (presenti anche i titolari dell’inchiesta, i PM Francesco Basentini e Laura Triassi) si trova Roberta Angelini, responsabile dell’Unità di Sicurezza, Salute e Ambiente del Distretto Meridionale Eni.

Roberta Angelini, responsabile dell’Unità di Sicurezza, Salute e Ambiente del Distretto Meridionale Eni
Roberta Angelini, responsabile dell’Unità di Sicurezza, Salute e Ambiente del Distretto Meridionale Eni

Oltre all’Angelini, saranno interrogati gli altri quattro tecnici dell’Eni: Vincenzi Lisandrelli, coordinatore del settore Ambiente; Nicola Allegro, Luca Bagatti ed Antonio Cirelli.

Davanti al Gip comparirá anche il dirigente dell’Ufficio ambiente della Regione Basilicata, Salvatore Labiase.