Nasce nel lontano 1964 grazie all’intraprendenza di Luciano Oriente che a 31 anni, dopo aver maturato un’esperienza ventennale nel mondo del commercio in Brasile, decide di tornare nella sua terra d’origine e incominciare la sua attività. Apre la gioielleria in via Pretoria n.284.
“In quegli anni – ricorda il signor Luciano – si viveva una vera e propria febbre dell’oro. La mia attività era sempre piena. Ricordo che i miei clienti dicevano che sembrava di stare all’Upim! Oggi la situazione è molto cambiata”.

Subito dopo il terremoto dell’80 la gioielleria viene trasferita prima nel locale accanto, al civico 286, e successivamente, nel 1992, nell’attuale sede, all’angolo con vico Andrea Serrao, al numero 239.
“Il terremoto è stato la rovina del centro storico di Potenza in tutti i sensi – spiega il signor Oriente – Oltre ad aver consentito a molti commercianti di aprire nuove attività in maniera più agevolata, contrariamente a quando per acquistare un locale ci volevano molti milioni di lire e bisognava contrattare in segreto, dopo il terremoto è stato fatto davvero poco, o nulla, per assicurare al centro di Potenza, la zona più colpita di tutta la città, la giusta ricostruzione. Le famiglie residenti sono andate a vivere in periferia, gli uffici sono stati decentrati. Noi, che siamo stati i pionieri del centro storico, siamo stati i più penalizzati”.
Nonostante tutto il signor Luciano non si è mai dato per vinto.
“Sono nato in vico Rendina 21. Il centro storico di Potenza rappresenta la mia vera identità e l’identità di ogni potentino: dobbiamo combattere perché non muoia. Io ho creduto, credo e continuerò a credere sempre nel centro della mia città”.
Nel 2000 l’attività passa in mano alla figlia Matilde e al genero Antonio, anche se non è difficile trovare in gioielleria il signor Luciano che accoglie sempre con molta simpatia i clienti storici e quelli nuovi.
“Ricordo quando il mio negozio era un punto di riferimento per i clienti che venivano persino dalle contrade e dalle province limitrofe. Gli aviglianesi compravano, come da tradizione, interi corredi; gli emigranti, i “longobardi”, quando tornavano d’estate, riempivano il mio negozio perché trovavano quella familiarità che non riscontravano nelle gioielleria del nord. Oggi tutto questo è andato perso”.
Due generazioni di commercianti, quindi, che hanno visto due realtà diverse e due centri storici molto differenti.
“Ai miei tempi via Pretoria era viva – precisa il signor Luciano – C’erano avvocati, direttori di banche, funzionari pubblici di alto livello. Io e mia moglie, Ada Ardore, che ha avuto un ruolo importantissimo nell’azienda, eravamo convinti di lasciare ai nostri figli un’attività che potesse garantire loro una sicurezza che è diventata, oggi, molto più tentennante”.
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