La gara di velocità in salita che l’anno successivo, era il 1972, diventa tappa del Campionato Italiano della Montagna e, nel 1977, corona la sua massima espressione diventando tappa del Campionato Europeo. L’Abriola-Sellata diviene subito leggenda. Alcuni dei più grandi piloti di velocità in salita, la vera anima delle corse automobilistiche su strada “in quanto, rispetto al rally, vince il più veloce” – come ha precisato Francesco Solimena – giungono in Basilicata rimanendo incantati dai paesaggi che fanno da cornice ai tornanti della SP 5 che da Abriola salgono fino a quota 1273 metri presso il valico della Sellata. Un circuito di quasi 8 chilometri costituito da 12 tornanti, 15 curve di cui tre a 90 gradi, un rettilineo. Una gara, l’Abriola-Sellata, che ha scritto pagine importanti dell’automobilismo sportivo italiano ed europeo e che ancora oggi è conosciuta tra gli appassionati del “vecchio continente”.
Fu il pilota siciliano “Bitter” Angelo Giliberti, su Chevron B/36, il primo a vincere, nel 1971, l’Abriola-Sellata, aiutato dalla rottura della Ferrari 275 Gtb del parmense Eduardo Lualdi Gabardi che non poté partecipare e concorrere quindi per l’assoluto. Quello fu anche l’ultimo anno che la Ferrari Prototipo corse le gare di velocità in salita.

Chevron B/36
Chevron B/36

Ma tanti sono stati i grandi “gentilman driver” che hanno sfrecciato sui tornanti lucani. Uno su tutti, il grande Mauro Nesti (nella foto insieme al presidente Solimena), pilota toscano, di Pistoia, pluricampione italiano ed europeo, che ancora oggi detiene il record dell’Abriola-Sellata con una media di 99,7 chilometri orari raggiunto con la sua Chevron.
“Quando correvo, facevo il filo a tutto – racconta Nesti in un’intervista del 2010 – Io ai muri gli levavo il muschio; se tu vuoi andare forte è così”. “Il sabato sera, prima di una gara, quando mi mettevo nel letto, ripercorrevo a mente tutto il percorso che avrei dovuto affrontare il giorno dopo – continua Nesti – Se qualche punto non lo ricordavo, mi vestivo, mi alzavo dal letto e andavo a rivederlo”.

Oltre ai grandi campioni nazionali e internazionali che hanno corso l’Abriola-Sellata, è impossibile non ricordare anche formidabili piloti lucani come Leandro Lavecchia, Franco Di Bello, Saverio D’Emilio, e preparatori locali come Ennio Brienza, Magnella, Giuliani, Vaccaro.
Molti di questi diedero vita anche alla Scuderia “Lupi della Lucania” e contribuirono, negli anni, a scrivere la storia dell’Abriola Sellata che non solo ebbe il merito di portare la Basilicata ai vertici dell’automobilismo Italiano ed Europeo, ma diede anche un forte impulso allo sport e all’economia locale.
ferrari_prototipo
Ma queste storie, questi racconti, questi personaggi sono solo alcuni dei motivi che hanno voluto che l’Abriola-Sellata non rimanesse solo un ricordo.
L’Aci Storico e l’Automobile Club di Potenza, infatti, soprattutto grazie alla passione del presidente Francesco Solimena, ha voluto far rivivere la leggenda organizzando per sabato 25 luglio, la prima Coppa di Regolarità “Abriola-Sellata”. Una manifestazione rivolta alle auto storiche e moderne di particolare valore e interesse, per far rivivere le emozioni che hanno segnato quegli anni e quei tornanti.
“E’ un recupero di una tradizione storica – ha dichiarato il sindaco di Abriola, Romeno Triunfo – Il rilancio di un’azione che va oltre i confini regionali per promuovere non solo lo sport e l’automobilismo lucano ma anche un territorio straordinario come quello di tutta l’area del Camastra”. “La rievocazione storica dell’Abriola-Sellata – ha continuato il primo cittadino del paese che ha sempre appoggiato e fortemente voluto questa manifestazione sportiva – rappresenta un’opportunità di sviluppo turistico per la nuova Unione dei Comuni ma guardando sempre verso Potenza”.