Le associazioni rappresentanti le strutture sanitarie accreditate chiedono un intervento urgente della Regione per il saldo delle spettanze 2022

C'è il rischio di sospendere l'attività assistenziale

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Venerdì 16 dicemre 2022 – Non vanno per il sottile i responsabili delle strutture sanitarie accreditate per la situazione non più sostenibile nella quale esse si trovano a seguito del mancato pagamento da parte della Regione delle spettanze 2022.

I presidenti Michele Cannizzaro (Cicas), Roberto Cicchetti (Anisap), Antonio Flovilla (Federbiologi), Francesco Toscani (Federlab), Antonio Losasso (Aspat Basilicata), Giuseppe De Marzio (Sanità Futura) hanno scritto alla Regione chiedendo “di adottare con la massima urgenza, un provvedimento che, riprendendo la logica dell’incontro tenutosi il 5 agosto u.s. alla presenza del Sig. Presidente della Regione Basilicata e delle Associazioni di categoria, in linea con le continue rassicurazioni e con le dichiarazioni rese anche a mezzo stampa dal Sig. Assessore alla Salute della Regione Basilicata, consenta l’integrale remunerazione di tutte le prestazioni rese nel corso dell’anno 2022 e garantisca la copertura finanziaria per quelle da rendere nell’imminente 2023.

Solo facendo ciò, il Presidente e il Governo regionale potranno scongiurare l’inevitabile interruzione delle attività assistenziali per insostenibilità economica, ed è questo l’unico fine che spinge le scriventi Associazioni, nel più elevato interesse generale della comunità lucana e delle Istituzioni, a rappresentare il drammatico scenario che si realizzerà.

Le strutture accreditate hanno la ferma volontà – sostengono i presidenti delle strutture sanitarie accreditate – di continuare nella propria missione e nelle proprie attività, esprimendo tutta la loro professionalità ed il proprio impegno che sono costituiti da imprese, lavoro e assistenza sanitaria. Il loro futuro e quello della popolazione lucana risiede nella speranza che i doverosi provvedimenti siano immediatamente adottati”.

Nella lettera inviata al Presidente Bardi, all’assessore Fanelli ed ai Direttori Generali di Asp e Asm, si fa la cronistoria di quanto accaduto nsciel passato, ricordando le numerose promesse, solo in parte rispettate, ma che non hanno consentito alle strutture di uscire da una situazione finanziaria disastrosa al punto da non poter più pagare il proprio personale e, di consenguenza, di sospendere l’attività assistenziale.

Ricordiamo le varie fasi di una vertenza che vergognosamente si trascina da mesi.

Com’è oramai noto, la Regione Basilicata, con la DGR n. 482/2022 (provvedimento relativo all’assegnazione dei tetti di spesa per l’anno 2022), adottata il 28 luglio del 2022, ha generato, una paradossale e gravosa situazione di caos amministrativo e finanziario che ha colpito le Strutture operanti nel settore del c.d. ex art. 25 della legge n. 833/1978. Infatti, molte di Esse si sono viste assegnare, ad anno in corso, inaspettatamente e improvvisamente, un tetto (riferito al 2014) che, di fatto, imponeva la scelta, imprenditorialmente ed umanamente drammatica, di non erogare più le prestazioni ad Esse richieste dagli Utenti del SSR o di fare ciò senza la legittima remunerazione.

A fronte di tale situazione, si dà atto che il Sig. Presidente della Regione Basilicata ha tentato di mantenere vivo il dialogo con il mondo della Sanità privata, peI· il tramite di incontri e riunioni tesi a risolvere le problematiche generate da codesto provvedimento.

Sul punto, il Consiglio regionale si è espresso per ben tre volte:

  1. Approvando all’unanimità (anche con il voto dello stesso Presidente della Regione) conD.C.R.451 del 16 settembre 2022,una risoluzione recante “Provvedimenti in merito all’erogazione di prestazioni di specialistica ambulatorialenell’anno 2022 da parte delle strutture accreditale e contrattualizzate con il Servizio Sanitario Regionale”;
  2. Approvando all’unanimità la legge regionale 5 ottobre 2022, n. 29, recante

Misureurgentiinmateriadiassistenzasanitaria“;

  1. Approvandoil 29novembre2022,un Ordine del giorno, con nessun voto contrario e un solo astenuto, che “IMPEGNA IL PRESIDENTE BARDI E LA GIUNTA REGIONALE
    1. Aindividuare nel bilancio regionale2022 (extra fondo sanitario LEA). lerisorse da destinare al comparto della Specialistica Ambulatoriale daPrivato Accreditato ex art.25 L.833/1978pari a euro 4.500.000,00 (4,5Milioni) per la remunerazione delle prestazionidi specialisticaambulatoria/e dell’anno 2022 che ad oggi non hanno coperturafinanziaria.
    2. A garantire nel bilancio previsionale per l’anno2023 lo stanziamento di
  2. risorse sufficienti a soddisfare la domanda di prestazioni sanitarie daparte della popolazione.afferenti al comparto della SpecialisticaAmbulatorialeda Privato Accreditato, anche prevedendo laric/assificazìone della spesa in applicazione del DL 95/2012 Art. 15,
  3. comma14s.m.i.(DecretoBalduzzf).”

Un primo passo in avanti è stato compiuto da parte del Consiglio regionale con l’approvazione della legge n. 29/2022, che, tuttavia, è riuscita solo parzialmente a risolvere le problematiche insorte.

Come è stato anticipato, gli sforzi sin qui profusi sebbene apprezzabili, purtroppo, non risultano sufficienti a scongiurare il rischio di default dell’intero comparto della specialistica ambulatoriale accreditata ed i conseguenti gravissimi effetti negativi sulla vita e la salute della popolazione lucana. Ciò assume, se possibile, maggiore gravità se si considera che la Sanità privata accreditata (durante, dopo l’emergenza da COVID-19 ed ancora oggi) è riuscita a mitigare le carenze delle Strutture pubbliche, garantendo all’utenza la rapidità e la qualità delle prestazioni richieste.

L’insostenibilità della situazione. in cui la Sanità privata deve farsi carico anche del deficit di assistenza dell’intero sistema sanitario pubblico, impone un ulteriore passo in avanti da parte della Regione Basilicata, attraverso l’integrale remunerazione delle prestazioni rese nel corso del 2022(cosa, peraltro, già ampiamente dichiarata dal Presidente Bardi e da/l’assessore Fanelli nel corso di numerose occasioni pubbliche, tra cui l’incontro del 5 agosto con le associazioni di categoria e del 16 settembre nella seduta del Consiglio regionale).

Il pagamento delle prestazioni sanitarie rese ai cittadini è un elemento imprescindibile per consentirne la loro erogazione, appare perfino ridondante doverlo argomentare.
Le strutture accreditate sono imprese che producono servizi e prestazioni essenziali per l’assistenza sanitaria, la mancata copertura dei relativi costi determina l’impossibilità materiale a sostenere l’esercizio delle proprie attività.
In mancanza di doverosi provvedimenti di remunerazione e programmazione, le Strutture aderenti alle scriventi Associazioni saranno costrette, a far data dal 1° gennaio 2023, a sospendere l’erogazione delle prestazioni rese infavore dell’utenzadel SSR, stante l’insostenibilità economica della situazione fin qui descritta con le consequenziali, quanto inevitabili, ricadute occupazionali.