Cicchetti (Anisap Basilicata): perchè costretti a bloccare le prestazioni sanitarie

"La nostra è una iniziativa che scaturisce dalla necessità di proteggere le aziende e il diritto alla salute del cittadino per il futuro"

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Martedì 3 gennaio 2022 – Roberto Cicchetti, presidente dell’Anisap Basilicata, spiega i motivi per i quali le strutture sanitarie accreditate sono costrette a bloccare la propria attività a tutto discapito dei cittadini.
“La nostra – precisa – è una iniziativa che scaturisce dalla necessità di proteggere le aziende e il diritto alla salute del cittadino per il futuro.
Gli ultimi sviluppi di questa vicenda, nella quale questa Associazione unitamente a tutte le altre sigle associative di categoria regionali ha interessato con comunicazioni ufficiali i vari livelli del Governo regionale, hanno chiaramente connotato una sottovalutazione della problematica da parte dell’interlocutore regionale.
Abbiamo dovuto dolorosamente decidere il blocco della erogazione di prestazioni a carico del SSN insieme alle altre associazioni di categoria, in quanto nonostante le numerose e forti sollecitazioni, la problematica del pagamento delle prestazioni extra budget 2022 viene affrontata, semplicisticamente, come se si trattasse di una questione di banale amministrazione contabile. Così non è, c’è bisogno di atti concreti.

Da mesi . prosegue – abbiamo chiesto al Governo Regionale di valutare ed accogliere gli appelli che arrivano dal comparto della specialistica ambulatoriale accreditata per metter in atto e per tempo i provvedimenti indispensabili a garantire la continuità dei servizi sanitari in un clima di serenità.
Lo abbiamo fatto dando prova di responsabilità continuando ad erogare le prestazioni di cui i cittadini hanno bisogno a nostro carico anche sulla scorta di una garanzia più volte pubblicamente dichiarata da parte del Presidente Bardi e dell’Assessore Fanelli.

Ma a consuntivo di un 2022 che ha fatto registrare un fabbisogno di prestazioni già prevedibile e preventivabile a metà anno non si può lasciare le strutture accreditate nella incertezza di vedersi remunerato il lavoro svolto.
Il tempo dello studio e delle valutazioni è finito. I dati sono disponibili da tempo e l’andamento dei fabbisogni è drammaticamente esplicativo di una programmazione insufficiente e scollegata dalla realtà, già a partire dal mese di agosto. Inoltre è fondamentale gettare le basi per una programmazione solida e ben determinata nel 2023 che possa evitare il ripetersi di quanto accaduto nel 2022.
Pertanto al tavolo che è stato convocato in Regione per l’11 gennaio prossimo è necessario che gli organi istituzionali portino la soluzione, per il 2022 ovvero per completare il pagamento delle prestazioni rimaste fuori dal finanziamento fino ad ora utilizzato e per rivedere e programmare la quota di risorse necessarie in funzione dei fabbisogni reali nel 2023.
A questo tavolo – conclude Cicchetti – le Associazioni portano con determinazione le istanze che sono alla base della decisione del blocco della erogazione di prestazioni, non facendo mancare la disponibilità a trovare soluzioni utili per il futuro”.