San Carlo, terzo settore e impegno istituzionale. Sono stati questi i tre punti che hanno caratterizzato, in sintesi, il discorso del presidente della Regione, Marcello Pittella, intervenuto ieri mattina all’incontro organizzato dall’Associazione Alzheimer Basilicata, presieduta da Cristiana Coviello, in occasione della XXI Giornata Mondiale Alzheimer. “L’Alzheimer rappresenta per le famiglie dei malati un lutto prematuro”, ha asserito il presidente Pittella. “Professionisti, associazioni e istituzioni devono intervenire in maniera sinergica nella presa in carico dei pazienti colpiti da questa malattia e dei loro parenti. Riattiveremo perciò, nel più breve tempo possibile, il progetto della Rete delle demenze”.

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Il Presidente ha sottolineato, poi, la necessità di “rivedere l’intero sistema sanitario da nuovi punti di vista partendo da riforme severissime sul Registro tumori della Basilicata, che dovrà avere il compito di scandagliare in maniera scrupolosa il territorio, e dalla necessità di una conoscenza epidemiologica precisa in grado di indicare gli indici esatti di incidenza e mortalità”. Durante l’incontro, svoltosi presso la sala “Acquarium” del San Carlo, è stata presentata anche la delibera (2014/00376) con la quale l’Azienda potentina, in collaborazione con l’Associazione Alzheimer Basilicata, si propone di individuare nuove regole comuni e percorsi dedicati agli ammalati. Il Direttore Generale del San Carlo, Giampiero Maruggi, si è detto soddisfatto di questo nuovo accordo e ha dichiarato che la delibera rappresenta solo il primo passo nella collaborazione tra il nosocomio regionale e l’Associazione Alzheimer Basilicata.
Sempre nella mattinata è stato presentato anche il manuale “Ti ricordi di me? Vivere con la malattia di Alzheimer”, una vera e propria guida pratica per offrire ai familiari degli ammalati strategie e soluzioni per affrontare la vita di tutti i giorni. “Ti ricordi di me è l’esortazione paradossale del malato di Alzheimer che, giorno dopo giorno, perde una tesserina del puzzle della propria vita – ha spiegato Vita Garrammone, una delle curatrici del libro – Tocca ai familiari tentare di tenerle insieme nel tentativo di dare loro dignità e fornirgli quell’identità che va perdendosi nel tempo”.
“L’obiettivo della nostra associazione non è solo quello di stare accanto alle famiglie dei malati, di porgere loro una mano, di ascoltarle, di sostenerle – ha affermato il presidente dell’Associzione Alzheimer Basilicata, Cristiana Coviello – il nostro obiettivo è anche quello di stimolare la società civile, sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, di far conoscere questa malattia, di far uscire fuori dalle mura domestiche la parola Alzheimer che fa ancora paura a tanti”.