C’è anche la sanità che paga tutto e in fretta, titola il Sole24Ore Sanità di venerdì scorso. Il riferimento è alla classifica del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, attraverso la “Piattaforma per il monitoraggio dei crediti commerciali”, ha stilato una classifica dei migliori e peggiori enti pagatori analizzando i 21,5 milioni di fatture registrate nel 2015, pari a un valore di 129 miliardi.

La classifica si divide in tre filoni e prende in esame le 500 best practice amministrative dove gli enti sanitari rappresentano il 10 per cento degli enti che, non solo pagano in tempi certi e brevi, ma saldano anche l’intero importo delle fatture. Le classifiche sono suddivise per percentuale di pagamento, per tempi di pagamento in base a giorni medi ponderati, e per giorni medi ponderati di ritardo.

“Insomma, in queste classifiche del ministero dell’Economia c’è la sanità (amministrativa) che funziona” riporta il Sole24Ore che a proposito dell’Irccs Crob, per quanto riguarda i giorni medi ponderati di pagamento, dice: “si ritrovano diverse Asl non solo del Nord ma anche del Sud: l’Irccs oncologico della Basilicata ha pagato 3.871 fatture (1,26 milioni) in 47 giorni”.

Anche per quanto riguarda la percentuale di importo pagato l’Irccs Crob ha una buona posizione con l’86 per cento, e rientra tra gli enti sanitari nel top 500 per i giorni medi ponderati di ritardo attestandosi al 23 esimo posto con -3 giorni rispetto alla media.

Sono circa 20 mila gli enti registrati al ministero delle Finanze, di cui solo il 35% è considerato “attivo”, ossia in regola con la registrazione telematica delle fatture. “Tutti gli enti della pubblica amministrazione sono tenuti a pagare le fatture legittime entro 30 giorni dalla data di emissione, con alcune eccezioni (come in sanità) che consentono il pagamento entro 60 giorni” riporta il ministero dell’Economia “il rispetto di questi termini è un fattore cruciale del buon funzionamento dell’economia nazionale ma molti enti pagano in tempi più lunghi”.