In occasione della “Giornata de respiro”, che si è svolta domenica 11 giugno, abbiamo intervistato il dott. Nello Tobia, pneumologo presso l’Azienda Ospedaliera “San Carlo” di Potenza per parlare di allergie.

Dott. Nello Tobia

Dott. Tobia innanzitutto di cosa si occupa il pneumologo?

Il pneumologo si occupa di tutte le malattie dell’apparato respiratorio, dalla trachea fino ai bronchi, agli alveoli e ai polmoni.

Quali sono i primi sintomi di un attacco allergico?

I sintomi sono diversi, possono variare da un attacco cutaneo come nel caso di un orticaria, oppure rinitico ovvero un raffreddore con scolamento del naso, o casi di congiuntivite con arrossamento della mucosa dell’occhio infine, nei casi più gravi, un attacco asmatico vero e proprio.

Quali sono le tipologie più diffuse di allergie?

Gli allergeni più diffusi sono quelli che si sviluppano soprattutto nei periodi di fioritura. Nei mesi di maggio e giugno fioriscono le graminacee, un pianta che nasce vicino alla gramigna, ovvero vicino al grano, poi abbiamo la parietaria e l’acaro della polvere. Questi sono i maggiori allergeni che producono sintomi con riguardo all’apparato respiratorio. Inoltre, anche se producono sintomi minori rispetto a quelli appena descritti, possono derivare crisi allergiche anche dalla fioritura dell’olivo e del cipresso.

Quali sono i sintomi più comuni e le reazioni più gravi ad un attacco allergico?

Oltre a rinite e congiuntivite focalizziamo l’attenzione sugli attacchi asmatici. I classici sintomi di un attacco asmatico sono tosse stizzosa insistente o i comuni “fischietti” che si sentono nei bambini, fino alla vera e propria “fame d’aria” tipica degli attacchi asmatici più complessi. Il paziente in questi casi non riesce ad eliminare l’aria e lamenta una stato di costrizione polmonare. Altri sintomi possono essere anche l’oculorinite, ovvero il comune arrossamento degli occhi.

Quali sono i passi in avanti fatti nel campo della ricerca?

Abbiamo moltissime armi per combattere queste malattie con farmaci adatti per ogni livelli di gravità dell’attacco allergico. Per le riniti e le congiuntiviti si prescrive il classico antistaminico fino ai farmaci inalatori che fungono da broncodilatatori. Vi è inoltre il cortisone sia per via orale che inalatoria, fino ai vaccini per prevenire gli attacchi asmatici. Per i casi più gravi infine l’ultima generazione in tema di farmaci è stata raggiunta dagli anti IgE che bloccano il meccanismo dell’allergia.

In merito invece all’allergia da puntura di insetti?

Nei casi di punture di imenotteri, da calabroni ad api, la criticità della situazione deriva non solo dal pericolo dovuto alla puntura dell’insetto in se, ma soprattutto dalla mancata conoscenza da parte del paziente di una preesistente allergia alle suddette punture. Lo shock anafilattico che in alcuni casi può risultare anche fatale, prevede come terapia l’immediata iniezione di adrenalina in un lasso di tempo strettissimo. Pertanto i pazienti che hanno avuto reazioni spropositate alla puntura di un insetto, devono prontamente recarsi al pronto soccorso dove gli verrà effettuato un apposito test per, in caso di allergia riscontrata, effettuare dei vaccini per desensibilizzare dalla puntura da imenotteri.

Qualora un paziente dovesse avere sintomi da attacco allergico quali analisi vanno fatte?

Se il medico di base dovesse valutare la sussistenza di problemi allergici prescriverà dei test allergici attraverso spirometria, e visita pneumologica. Eventualmente può essere effettuato anche un test sul sangue tramite prelievo (Rast).