In una nota congiunta, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna e Casartigiani, associazioni aderenti a Rete Imprese Italia Potenza, sostengono che la somma destinata ad essi (2.600.380 euro, derivanti da fondi europei, rispetto ai 4.695.00 dello scorso anno) “potrebbe essere spesa in maniera più efficace specie per promuovere i veri prodotti alimentari lucani di qualità comprovata, rispettando gli interessi non solo dei cittadini la anche degli operatori commerciali e dell’artigianato”:
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Spesso accade – precisano i responsabili delle associazioni di categoria – che i prodotti proposti non siamo tipici e spesso non soggetti a controlli e normative, rispetto a sagre ed eventi che, al contrario, in maniera esemplare assolvono al compito di promuovere storia, tradizioni anche enogastronomiche del territorio.
Alla luce di quanto accade, Prospero Cassino, presidente della Confesercenti, chiede che ” il lavoro di classificazione delle sagre sia rigoroso, che vengano erogati contributi da parte degli enti locali soltanto ad eventi certificati, per non alimentare quella concorrenza sleale che tanto danno crea ai tanti seri operatori lucani, impegnati – ricorda Casiino – a qualificare i servizi, a tutelare i prodotti alimentari locali e a contrastare l’illegalità.
Dalla Confesercenti la proposta di adottare regolamenti in cui la tipicità dei prodotti sia comprovata e reale; rispettare la denominazione di sagre e festa popolare (frutto di una distinzione sostanziale e non di facciata) e i requisiti delle aree destinate a questi eventi e la durata massima della somministrazione.
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Sui finanziamenti regionali per sagre ed eventi interviere anche il capogruppo di Lb-Fdi alla Regione, Gianni Rosa, il quale critica pesantemente il modo con il quale sono stati selezionati gli eventi, che – a suo dire – non hanno una valenza regionale e ancor più nazionale, criterio questo che dovrebbe giustificate l’utilizzo di fondi europei.