Usa parole forti Carmen Celi, assessora alle attività produttive del Comune di Potenza (nella foto di copertina), nell’ufficializzare la sua decisione di rimanere nella Giunta De Luca contro la decisione adottata all’unanimità dalla direzione del partito (ritirare la propria delegazione dall’esecutivo n.d.r.) dal quale si autospende a tempo indeterminato.
Ne dà notizia con un comunicato inviato alla stampa nella tarda serata di ieri, nel quale parla di “mobbing politico” e, per essere ancora più chiara, contesta al Pd di “aver venduto la mia testa sull’altare di Santarsiero”.

Per motivi di lavoro Celi era fuori Potenza e non ha partecipato alla Direzione del Pd della quale fa parte (pardon, faceva parte!) essendo stata eletta in una delle liste a sostegno di Polese.
“Ho appreso subito dopo con indignazione e stupore – scrive Celi – le determinazioni deliberate dall’organismo di cui ho fatto parte come componente della maggioranza. Circa la decisione unanime del Partito democratico lucano di uscire dalla giunta, dico subito a scanso di equivoci che, per quanto mi riguarda, non ne ho alcuna intenzione”.

L’assessore Celi in una foto con l’ex segretario regionale del Pd Matteo Renzi in visita a Potenza

Nel comunicato l’assessore Celi spiega i motivi.

“Innanzitutto il provvedimento del Pd ha il sapore della epurazione “contra personam”, perché non si parla d’altro del fatto che io debba rassegnare le mie dimissioni, ma mai si é parlato del fatto che le sorti dell’amministrazione comunale sono rette dai consiglieri comunali a cui indistintamente va il mio plauso, poiché sono loro a garantire la fiducia al sindaco e ad approvare i provvedimenti tra cui quello fondamentale del bilancio. A tal proposito voglio ringraziare il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, senza la cui sensibilità politica e solidarietà istituzionale non sarebbe stato possibile attuare alcun salvataggio della città”.

“Tornando alla vicenda che mi chiama in causa – prosegue Celi – quindi, non sarebbero le mie dimissioni dalla giunta a “staccare la spina” a De Luca. Allora mi chiedo: a cosa servirebbe uscire dal governo della città, se l’amministrazione De Luca continua il suo percorso di legislatura? Possibile – si chiede Celi – che i problemi del Pd lucano troverebbero la soluzione con la testa della sottoscritta offerta sull’altare di Vito Santarsiero? Si sta solamente facendo mobbing politico ad un assessore che ha la sola colpa di aver servito la città al pari di tutta la maggioranza in un momento molto difficile per Potenza”.
“Ora che finalmente abbiamo ritrovato la luce, raggiungendo l’obiettivo prefissato del risanamento, dovrei andare via per accontentare il diktat di un ex sindaco di lungo corso, con la cui eredità amministrativa l’amministrazione in carica ha dovuto fare i conti (sigh!). Tra l’altro costui attualmente é leader della minoranza della minoranza interna al Pd. Ed a farne le spese, in virtù di una ritrovata tregua armata chiamata unanimità, dovrei essere io che al contrario suo, invece, ho sostenuto l’attuale segretario regionale Mario Polese. Da quest’ultimo, così come da altri onorevoli componenti della maggioranza, mi sarei aspettata un trattamento migliore”.

Celi non lo dice, ma probabilmente si riferisce anche a Vito De Filippo, suo referente politico, che ha condiviso la decisione della Direzione del Pd di ritirare la propria delegazione dallaGiunta comunale di Potenza.

Celi chiede a quello che già definisce “mio ex partito” che “esca dalle ipocrisie e la
smetta di cercare capri espiatori che nuocciono soltanto all’immagine esterna e creano alibi a chi detta la linea senza un riscontro con il consenso ormai perduto”.

“Inoltre – continua Celi – voglio ricordare ai maggiorenti del Pd lucano, che a Matera vi é un caso amministrativo analogo alla città di Potenza, poiché anche lì, il Pd amministra direttamente, con tanto di vice sindaco, con un sindaco, Raffaello De Ruggieri, sostenuto e portato alla vittoria dal centro destra. Nessun deliberato però, sul caso Matera in direzione.
Solo tanto livore nei confronti della sottoscritta da parte di chi per mesi andava sostenendo che in giunta ci stavo a titolo personale. E adesso ha cambiato idea”.

“Io non mi muovo dal mio assessorato, fino a quando lo deciderà il sindaco, non per attaccamento alla poltrona, perché chi mi conosce sa che non é questo il motivo, ma per affermare un principio che é quello della trasparenza e correttezza, nonché linearità dei rapporti politici e con le persone che ne fanno parte – asserisce Celi che conclude – Non mi faccio “vendere” da nessuno. Questo sia chiaro. Per tutti questi motivi e per non inficiare il clima di ritrovata “unità” del Partito Democratico mi auto sospendo a tempo indeterminato dallo stesso e d’ora in avanti guarderò solo e soltanto ai progetti politico-amministrativi che susciteranno il mio interesse. Nessuna operazione di plastica potrà mai compensare la perdita di chi, con entusiasmo come la sottoscritta, si é spesa per la causa generale trovando invece tanta ingratitudine”.