E’ stata intitolata a Raffaele Dinardo l’aula consiliare della Regione Basilicata. L’esponente politico, scomparso due anni fa, fu presidente della Regione dal 1995 al 2000. Questa mattina, alla presenza delle figlie Elide, Filomena e Michela, è stata scoperta la targa.

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“La Basilicata gli deve molto”, ha dichiarato il presidente Marcello Pittella. “A distanza di due anni dalla morte di Raffaele Dinardo – ha aggiunto – conserviamo un sentimento forte di riconoscenza per un uomo che con la sua umiltà, ma al tempo stesso con la passione che ne ha caratterizzato l’impegno istituzionale, ci ha ricordato quanto grande sia la missione pubblica. Quanto alto sia l’onore di veder coincidere il proprio lavoro con il bene comune di una intera Regione. Quanto faticoso sia – per dirla con le sue parole – coniugare la ricerca politica con scelte etiche che assumano l’uomo-persona come misura di valore per il cambiamento”. “Raffaele Dinardo era un uomo capace di ascoltare e di tener conto delle ragioni degli altri. Amava dire che il territorio pedagogico, esplorato per molti anni, alla fine si era confuso con il territorio politico, in un illimitato amore per la nostra regione. In fondo, si sentiva un uomo costantemente al servizio della propria Regione. E ai giovani politici che, come me, a lui si rivolgevano per avere suggerimenti e indicazioni ripeteva quasi in modo ossessivo un pensiero forte. Quello di servire la Basilicata e giammai di servirsi della Basilicata. E per questa ragione – ha concluso Pittella – non smetteremo mai di ricordarlo, facendone un esempio da additare alle nuove generazioni”.

“Prima ancora che maestro elementare, direttore didattico, ispettore, sindacalista, politico, Angelo Raffaele Dinardo è stato un grande uomo che ha vissuto con coraggio e coerenza le proprie idee e a cui la lode più grande che si possa fare era il suo saper ascoltare. L’intitolazione della sala del Consiglio regionale a Raffaele rappresenta il doveroso riconoscimento che tributiamo ad uomo combattivo che, nel corso del suo impegno politico, amministrativo e culturale, ha lasciato una forte e originale impronta sui sentimenti di lealtà e riscatto sociale dell’intera Basilicata”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale Francesco Mollica, nella cerimonia di intitolazione dell’Aula consiliare alla memoria di Angelo Raffaele Dinardo, presidente della Regione Basilicata dal 1995 al 2000, scomparso il 26 febbraio 2015.

“Oggi è anche l’occasione per fare nostre le sue parole – ha aggiunto Mollica – quando riteneva che fosse ‘faticoso coniugare la ricerca politica con scelte etiche che assumano l’uomo – persona come misura di valore per il cambiamento’. In eredità ci ha lasciato un grande messaggio: insegnare ad essere cittadini consapevoli dei propri diritti, ma anche dei propri doveri. Il suo ricordo non può che trovare fondamento a partire da questa sala. Va ricordato e soprattutto indicato quale esempio positivo di buona politica alle nuove generazioni che hanno bisogno, soprattutto oggi, di punti di riferimento certi, eticamente impeccabili e solidali. Facciamo nostra la sua capacità di interpretare la politica come “servizio” e ciò deve rappresentare la sua eredità  più preziosa”.

Subito dopo è intervenuto il sindaco di Irsina (città dove Dinardo era nato), Nicola Massimo Morea, per il quale l‘intitolazione dell’Aula del Consiglio regionale ad Angelo Raffaele Dinardo “è una decisione che inorgoglisce la comunità per una figura importante, di forte attualità, che Irsina riconoscerà a breve con l’intitolazione di un plesso scolastico”.

Poi sono intervenuti alcuni consiglieri regionali. Piero Lacorazza (Pd) ha parlato di “una bella scelta. Per chi l’ha conosciuto, Dinardo ha rappresentato un architrave della storia politica della Regione, gestendo con Boccia, Molinari, Luongo e Bubbico e tanti altri il passaggio politico delicato fra la prima e la seconda repubblica e riuscendo a costruire una prospettiva. Nella sua attività di governo Dinardo ha dato sempre esempio di equilibrio e di stile, erano gli anni delle riforme, attraverso gli accordi raggiunti per la prima volta su acqua e petrolio la Basilicata espresse l’autorevolezza di una classe dirigente, che seppe riscattare un popolo”.

“In Dinardo grandi sono stati il concetto di famiglia e la coscienza della comunità”, ha detto Aurelio Pace. “Lui parlava di integrazione e amava la poesia, è stato una vertigine in un mondo scolastico prima e politico, poi, asettico. Valori e cultura politica trovavano in lui una sintesi pressoché perfetta nel pieno rispetto della centralità dell’uomo. Bisogna recuperare l’insegnamento della sua conoscenza. Era insegnante, lo è stato nella scuole, lo è rimasto in una fase politica di traghettamento estremamente difficile che ha visto la riscoperta, anche grazie alla sua figura, di quel senso comune che ci rende popolo”.

Per Vito Santarsiero “Angelo Raffaele Dinardo ha lasciato un grande segno, è stato un intellettuale raffinatissimo dal pensiero attuale e dal grandissimo spessore professionale, da quando faceva il maestro e fino ad occupare quel ruolo di ispettore tecnico con il quale ha accompagnato lo sviluppo di una scuola di qualità. La cultura era per lui un primario fattore di sviluppo, perché – sosteneva – incide nei percorsi di crescita di una comunità. Ha inoltre affermato il valore dell’ambiente, conducendo la prima trattativa sul petrolio da vero statista ed accompagnando il percorso di crescita di una nuova classe dirigente”.

Michele Napoli ha ricordato “la sua estrema correttezza, il suo rigore morale. Dinardo – ha aggiunto – è stato un uomo che ha saputo guidare la Basilicata in un momento molto delicato, mentre la Regione si apprestava a compiere scelte cruciali per il suo futuro. Fu scelto quale presidente della Giunta regionale perché uomo della società civile capace di riabilitare la politica agli occhi della comunità, dei cittadini lucani. Ebbe una grande capacità di farsi ascoltare, fin da quando era il maestro dei poveri pronto a chinarsi su chi aveva bisogno del suo aiuto per trovare un ruolo. Un uomo che dopo aver dato tanto alla politica. Di lui ricorderemo sempre la coerenza politica e culturale e gli saremo grati per essere stato prezioso riferimento istituzionale ed umano”.

E’ intervenuta infine Filomena Dinardo, figlia del compianto ex presidente, che a nome della famiglia ha ringraziato il Consiglio regionale “per queste forti bellissime emozioni, i vostri ricordi ci hanno permesso di rivivere emozioni e di allargare il bagaglio di conoscenze. Sono trascorsi due anni dalla sua scomparsa – ha aggiunto -, e molte persone continuano in tanti modi a manifestare stima nei suoi confronti, a testimonianza di sentimenti autentici”. Ha inoltre ricordato “il profondo segno culturale ed umano che ci ha lasciato, vivendo sempre la sua missione pubblica con la massima fedeltà”.