“Ladri di speranze, ladri di diritti e Costituzione”, dure accuse di Bolognetti in Consiglio Regionale

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Venerdì 7 agosto 2020 – Maurizio Bolognetti lo ha gridato dall’altro lato della vetrata durante i lavori del Consiglio Regionale: “Ladri di speranze, di diritti e Costituzione”.
Se l’è presa con il Presidente Bardi, con l’assessore Leone, con il direttore Generale del Dipartimento Salute, Esposito che da mesi sta incalzando – purtroppo sì – per far approvare una delibera che sta facendo il giro dei tavoli dell’assessorato e della giunta in attesa – da troppo tempo – che venga approvata.
Se l’è presa con il Presidente del Consiglio Regionale, Cicala, che ha tentato di interrompere la sua protesta.
Una protesta – e Cicala dovrebbe saperlo – che Bolognetti, in sciopero della fame dal 6 luglio, sta portando avanti unicamente per tutelare chi ha bisogno. I più deboli. I disabili. Di chi, purtroppo, nelle stanze del potere qualche volta, o spesso, ci si dimentica.

E lui, nella stanza del potere, per intenderci nell’aula del Consiglio Regionale, è entrato con tanto di cartello che sintetizza il suo “credo”. Ha rischiato di essere espulso dalla Polizia che ha ringraziato per il modo con il quale ha gestito la situazione.
Una situazione politicamente imbarazzante, bisogna riconoscerlo, per coloro i quali sedevano nell’aula al di là della vetrata.
Scrive Bolognetti, facendo ritorno a Latronico: “Sapete che c’è? Mentre sono in viaggio, rifletto. Pensavo alle facce dei consiglieri quando sono intervenuto abusivamente per rispondere alle considerazioni del Presidente Cicala.
Ebbene, a questi consiglieri, che seduti ascoltavano, senza insultare, senza protestare per l’interruzione, voglio dire grazie. Forse sbaglio, ma credo sia stato ascolto vero. Il tutto mentre il Presidente Bardi e l’assessore Leone si nascondevano e negavano la loro presenza a questo consiglio. No, credo proprio di non sbagliare se dico che c’era ascolto. Resta da sanare una ferita alle cose che sapete. Con i ritardi inaccettabili che spero adesso siano chiari a tutti”.

Non crediamo che fosse necessario “occupare” il Consiglio Regionale per richiamare l’attenzione soprattutto dell’esecutivo sul dovere istituzionale di dare una risposta a chi attende soltanto che si garantiscano i propri diritti: i disabili.
Ma che Bolognetti sia stato costretto a farlo la dice lunga su quanto sia assurda questa vicenda sulla quale pesano responsabilità, negligenze, omissioni.

Non sappiamo cos’altro debba fare il Segretario Regionale dei Radicali Lucani per ottenere quello che la Costituzione dice che debba essere garantito.
Ecco perchè parla di”ladri”, sempre in termini politici. Ladri di speranze, ladri di diritti e della Costituzione.


Tornando a Latronico, Bolognetti ha ricevuto dalla sua amica Teresa Sirianni, disabile, un messaggio che probabilmente lo ha un tantino rasserenato. Almeno vogliamo sperarlo: “Caro Maurizio Bolognetti, – gli ha scritto Sirianni – ho seguito le dirette del Consiglio Regionale della Basilicata. Quello che più mi ha affranta è la totale indifferenza a una Persona che come Te, si fa carico di altre Persone, tra l’altro, per un atto dovuto che tarda ad arrivare (da mesi). E’ quell’atteggiamento che noi, persone con disabilità e familiari, conosciamo bene quando quotidianamente ci troviamo a che fare con Uffici, barriere architettoniche e soprattutto barriere mentali. Sento che devo chiederti, in nome della missione che ogni essere umano ha e cioè quella di dare e ricevere Amore, di “allentare” in qualche forma lo sciopero della fame che porti avanti dal 6 luglio. Tu sei tutti noi e senza il tuo prezioso aiuto non potremmo alimentarci di Diritto. Grazie”.

“Totale indifferenza”. Può darsi che non sia così, ma i fatti lo lasciano pensare perchè, se dopo mesi non si viene a capo di una vicenda che avrebbe dovuto essere risolta in pochi giorni, forse più di qualcuno ai problemi dei disabili e delle loro famiglie è indifferente.

Per questo motivo siamo convinti che Bolognetti non demorderà.
Ci permetta solo di fare nostro l’invito di Teresa Sirianni: di allentare in qualche modo lo sciopero della fame.