Secondo Leggieri, “l’Ufficio legale della Regione è ancora a lavoro per predisporre il ricorso, un ricorso che non verrà mai presentato in quanto i termini sono ormai definitivamente decorsi”.

Gianni Leggieri
Gianni Leggieri

Un fatto grave per il rappresentante del M5S che confermerebbe  – sostiene Leggieri nella nota – che la Regione Basilicata “ha deciso di vendere l’anima alle multinazionali del Petrolio e di svendere la nostra terra”.
La risposta del Presidente della Giunta regionale Pittella non si è fatta attendere.
“Ho dato mandato ai miei legali di querelare per diffamazione il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Gianni Leggieri. La pazienza ha un limite. E’ l’ennesima, offensiva menzogna – afferma Pittella – contenuta in un comunicato di oggi a firma dell’esponente politico grillino che non mi offende soltanto sul piano personale, ma getta fango e discredito sull’Istituzione che rappresento, facendo strame della dignità e del lavoro di quanti operano in Regione con impegno e professionalità”.
Pittella
“Il consigliere Leggieri – prosegue Pittella – impari a documentarsi meglio e a svolgere con serietà e consapevolezza il proprio ruolo di esponente dell’opposizione, prima di mettere in dubbio l’altrui moralità. Sul piano dell’onestà e della correttezza ha solo da imparare da parte di chi gli sta di fronte tra i banchi del consiglio regionale”.
“Nel merito delle sciocchezze scritte dal consigliere Leggieri, a proposito del presunto, mancato ricorso in tempo utile  al Tar del Lazio e alla Corte Costituzionale sul decreto ministeriale del Mise che scadeva lo scorso 5 luglio, saranno gli Uffici competenti a rispondergli formalmente, posto che contrariamente a quanto egli ha scritto, l’Ufficio Legale della Regione ha correttamente notificato gli atti a chi di competenza  in data 3 luglio 2015. A me preme ribadire  – conclude Pittella – che non tollereremo più le continue scorrettezze di una opposizione vacua e distruttiva che non sa leggere le carte, parla a vanvera e sa solo offendere le persone. Non è così che si fa politica. Non è questo il mandato ricevuto dagli elettori. Le Istituzioni sono una cosa seria, checché ne pensino il consigliere Leggieri e quanti, come lui,  gettano discredito sul lavoro altrui”.