Compensazioni ambientali Eni: la Regione gioca a "carte scoperte"

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Si è svolta questa mattina una conferenza stampa fiume in Regione Basilicata durante la quale c’è stata la vigorosa risposta dell’esecutivo regionale sulla questione Eni – Val D’Agri.

La compagnia di bandiera che dallo scorso 27 ottobre ha iniziato ufficialmente ad estrarre petrolio in Val D’Agri senza riconoscere alcuna compensazione ambientale alla Regione Basilicata – forte del decreto Monti che concede la possibilità di continuare ad estrarre in proroga, ovvero senza erogare alcun risarcimento -, non è stata fino ad ora disposta a ridiscutere la questione alle condizioni avanzate dal nuovo corso politico di via Anzio.

Sicchè le trattative tra Eni e Regione Basilicata si sono arenate ancor prima di iniziare vista la ferma posizione e le vedute troppo differenti di entrambi gli attori e immancabili sono arrivate le accuse da parte della minoranza consiliare che, con Braia e Polese, negli scorsi giorni ha duramente attaccato l’esecutivo sulla vicenda, chiedendone le dimissioni.

La reazione della giunta Bardi non si è fatta attendere ed oggi, consegnando alla stampa un vero e proprio reportage documentale, è arrivata la risposta.

Il life motive del “cambiamento” ha governato anche questa faccenda che ha visto da capofila l’assessore all’ambiente Gianni Rosa il quale, carte alla mano, ha dimostrato come il ristoro per le estrazioni concordato dalla società del cane a sei zampe dal precedente governo non è equo e va dunque ridiscusso a nuove e più satisfattive condizioni. Il tutto anche alla luce degli accordi con Total che strategicamente sono stati trattati prima di sedersi al tavolo con Eni, ciò per avere un termine di paragone sul valore economico, ma anche sul tema degli investimenti, che la nuova amministrazione regionale reputata congruo come risarcimento.

Critiche rispedite al mittente dunque dalla maggioranza che tra l’altro ha anche spiegato come in passato Eni avesse discusso con l’ex governo regionale, nell’ambito delle iniziative industriali della compagnia petrolifera, anche della realizzazione di due impianti ulteriori da sviluppare per lo smaltimento delle acque denominati “Blue Water” e “Mini Blue water”.

Realizzazione di questi impianti che Eni pone come condizione imprescindibile per poter ridiscutere le cifre della compensazione.

Di seguito le interviste