“Al congresso sosterrò la candidatura di Matteo Renzi a segretario nazionale. Quindi sono già mobilitata da tempo per le primarie del prossimo 30 aprile. E lo sto facendo senza se e senza ma, principalmente perché ho letto le sue linee programmatiche e ho visto come sono state sviluppate con entusiasmo e competenza”.

E’ quanto sostiene Carmen Celi, assessore PD al Comune di Potenza.

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“Poi sono andata a rileggermi i punti programmatici di Renzi del 2012 – aggiunge Celi – e ho comparato quello che proponeva con quello che ha fatto una volta diventato premier. Bene, è stato di parola. Riforma del lavoro, superamento del patto di stabilità per i Comuni, aumento della spesa pubblica per la cultura e riforma della gestione delle risorse, servizio civile europeo e universale, sostegno ai consumi con 80 euro in busta paga in più a chi guadagna meno di 1.500 euro al mese, lotta all’evasione fiscale utilizzando nuovi strumenti informatici, dichiarazione precompilata dei redditi, tutela dei prodotti agroalimentari, riforma del terzo settore, aumento investimenti sull’edilizia scolastica, piano per la diffusione della banda larga. All’appello rispetto al programma 2012 mancano: il contributo di solidarietà dalle pensioni più alte, l’aumento degli asili nido, la riforma degli atenei e la dismissione del patrimonio pubblico. Ma sono certa che presto saranno anch’esse promesse mantenute”.

“Non possiamo dimenticare, infine – continua l’assessore – l’adesione del Pd al Pse diventandone da subito protagonista, con il nostro capogruppo Gianni Pittella, l’approvazione della legge sulle Unioni civili, sul “Dopo di noi” e sul reddito d’inclusione sociale. I provvedimenti riguardanti la lotta al caporalato e sulle dimissioni in bianco, i risultati arrivati dalla lotta all’evasione fiscale ed il record di risorse recuperate: 19 Miliardi di euro. Le tante riforme realizzate che hanno incominciato a dare i primi risultati ma che avranno effetti positivi che dureranno nel tempo”.

“Certo Renzi poteva fare di più e poteva fare di meglio. Ma il meglio è il nemico numero uno del bene e, soprattutto in Italia, la scusa migliore per non fare mai nulla. Perché i populisti davanti a un problema cercano un colpevole, i riformisti testardi cercano una soluzione. Nonostante questo emerge dal confronto una coerenza rara tra gli impegni presi e quanto poi messo in pratica, soprattutto alla luce del tempo trascorso a Palazzo Chigi (2 anni e 9 mesi) e senza dimenticare la maggioranza variegata che si è trovato a guidare dopo la “non vittoria” delle politiche del 2013” afferma Celi.

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“La candidatura di Renzi e Martina garantisce al meglio il pluralismo del Partito Democratico, quale sintesi delle tradizioni e culture che hanno contribuito a farlo nascere. L’idea di fare diventare il Pd quel ‘partito nuovo’ che fu immaginato dai suoi fondatori, a cominciare da Walter Veltroni e Romano Prodi. Un Partito ‘pensante’ che selezioni e formi classe dirigente. Un Partito che rafforzi il protagonismo delle donne nei gruppi dirigenti a ogni livello, come ha iniziato a fare con forza il Pd negli ultimi anni. Un Partito aperto, innovativo e radicato sul territorio, al quale arrivare attraverso una profonda riforma della cultura e delle pratiche organizzative. Un partito che deve tornare tra la gente e con la gente a parlare e ascoltarne le istanze, nonché coglierne i suggerimenti. Un partito che metta al centro della sua agenda le politiche giovanili, che faccia sentire le nuove generazioni parte integrante di un’idea, di un progetto. Nel mio piccolo è quello che sto cercando di fare in qualità di assessore alle Politiche giovanili della mia città”.

“Questo è il partito in cui credo – conclude Carmen Celi – in cui da tre anni sono iscritta. Per queste e molte ragioni da democratica mi permetto di rivolgermi ad iscritti ed elettori del Partito Democratico con l’invito di sostenere e votare per Matteo Renzi quale segretario del Partito Democratico, per continuare ad andare avanti insieme”.