4.6.2016_Matera, a Palazzo Lanfranchi drappo rosso contro la violenza sulle donne

Un drappo rosso a Palazzo Lanfranchi. Anche a Matera oggi è stata rilanciata l’iniziativa nata sul web con l’hashtag #saranonsarà per protestare contro il femminicidio. La presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, che nella sede del museo ha partecipato a una riunione pubblica della Commissione regionale per le pari opportunità, ha ringraziato per questa iniziativa con la quale “il popolo della rete ha voluto dire no alla violenza sulle donne”, ribadendo che “occorre alzare un muro contro la violenza mascherata da amore, contro la mentalità del possesso e della sopraffazione”.

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Boldrini è stata invitata dalla Crpo lucana dopo le osservazioni critiche che aveva rivolto nei mesi scorsi per il primato negativo della Basilicata, dove nessuna donna siede in Consiglio regionale. Ed ha spiegato oggi che quella critica alla Basilicata, “terra di cultura e di spirito democratico, con tante eccellenze”, nasceva dal fatto “che si discuteva di come stimolare la presenza femminile. Abbiamo approvato una legge sulle linee guida di parità per l’elezione dei Consigli regionali, dove si prevede che ogni genere deve avere almeno una rappresentanza del 40 per cento. Non mi piace, noi siamo il 50 per cento, non capisco qual è l’impedimento che ha portato il legislatore a non prevedere il 50 per cento”. “Possiamo dire che oggi c’è eguaglianza?”, si è chiesta ancora la presidente della Camera dei deputati. “Finché solo il 47 per cento delle donne lavora o le donne guadagnano meno degli uomini, o, ancora, le donne sono rappresentate in politica sotto il 50 per cento, non c’è eguaglianza. Non incoraggiare il lavoro femminile costa all’Italia 15 punti di pil, mentre quando le donne sono ai vertici delle aziende, il loro fatturato aumenta. Queste cose non le dice una Ong di nicchia ma il Fondo monetario internazionale”.

Boldrini era stata salutata dal sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, che ha richiamato brevemente il percorso fatto dalla città, “da ‘vergogna nazionale’ a patrimonio mondiale dell’umanità, fino alla designazione a capitale europea della cultura. Matera – ha aggiunto – ha vissuto momenti di impensabile difficoltà, ma è riuscita a recuperare il valore della dignità trasformando una situazione di vergogna in orgoglio di appartenenza”.

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Nel settantesimo anniversario della Repubblica e del voto alle donne, il consigliere segretario Achille Spada, a nome dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, il quale ha, fra l’altro, evidenziato la necessità del “pieno riconoscimento dei diritti politici delle donne. La Basilicata ha la consapevolezza di avere un pesante primato negativo, vogliamo e dobbiamo considerarlo un incidente di percorso che tuttavia palesa la necessità di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne di prendere parte alla competizione politica e rende per noi quanto mai attuale il contenuto delle disposizioni della legge n. 20/2016 volta a garantire l’equilibrio nella rappresentanza tra uomini e donne nei Consigli regionali”.

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La Bordini insieme alla presidente della Crpo di Basilicata, Angela Blasi

“La presenza di Laura Boldrini legittima gli sforzi della Commissione per le pari opportunità per una democrazia paritaria”, ha detto la presidente della Crpo Angela Blasi nell’intervento conclusivo. “Il voto riconosciuto alle donne nel 1946 – ha aggiunto Blasi – rappresenta una data storica di un percorso di uguaglianza che registra ancora vuoti da colmare. Il bilancio presenta luci ed ombre, siamo l’unica Regione a non avere una donna in Consiglio regionale, molti Comuni non rispettano la legge Delrio. La Crpo ha sostenuto la necessità di introdurre come espressioni di democrazia, nello Statuto regionale, il principio del valore della differenza ed il riconoscimento di garanzie utili per le pari opportunità. La presenza delle donne in politica potrebbe rendere meno aspra la disputa, le donne sono concrete e determinate nella gestione della res pubblica”. “Il cambiamento avviene dove la differenza è riconosciuta, dove c’è il confronto – ha concluso Blasi -. La nostra Regione ha fatto dei passi avanti, ma potrebbe fare molto di più. Il cammino da percorrere è lungo, servono azioni collettive che possano determinare un reale cambiamento sociale”.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti Lina Bonomo, componente della Crpo, ha osservato che nel  nuovo Statuto della Regione “la parità di genere rimane ancora un’enunciazione di principio”. Tina Iacovuzzi, del Forum regionale del terzo settore, ha insistito sulla necessità di “costruire un capitale sociale per questa regione fondato sui valori della solidarietà”. Il sindaco di Tricarico Lina Marchisella ha ricordato che “il tempo della politica è scandito dal ritmo prevalente del potere maschile”, e che spesso le donne “lavorano tre volte: a casa, sul posto di lavoro e con l’impegno politico”.  Marcella Conese, in rappresentanza delle donne impegnate nel sindacato: “Nonostante le donne di oggi siano ricche di talenti e di forza, la società e la politica non sanno ancora avvalersene pienamente, gli ostacoli non sono ancora rimossi, la politica è saldamente tenuta in mani maschili”.

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