Autonomia differenziata? Cavallo (Cisl): “Così è irricevibile perché disarticola il welfare”

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Giovedì 5 gennaio 2023 – «Bisogna evitare che attraverso una cattiva autonomia differenziata si arrivi alla disarticolazione del welfare: sui diritti sociali bisogna perseguire la strada della uguaglianza rimuovendo gli ostacoli che, specie nelle aree interne e periferiche, impediscono il pieno esercizio della cittadinanza».

È quanto sostiene il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo (foto di copertina) proprio mentre a livello nazionale montano le polemiche sul Ddl Calderoli.
«Così com’è scritta l’autonomia differenziata non è ricevibile e siamo certi che, trattandosi di una proposta iniziale, ci sarà tempo e modo per correggerla nel senso di una maggiore solidarietà territoriale e di una reale parità di diritti nell’accesso ai servizi sociali», commenta il segretario della Cisl lucana che avverte: «Non tollereremo un’autonomia differenziata che spacca ulteriormente il Paese e crea disparità in settori nevralgici come quello dell’istruzione, della sanità, dei servizi sociali per le persone fragili».

Secondo il leader della Cisl lucana «occorre prioritariamente fissare i livelli essenziali delle prestazioni garantendone il finanziamento integrale, altrimenti i divari territoriali diventeranno incolmabili e avremo cittadini di serie A e cittadini di serie B».

Cavallo auspica una forte convergenza sociale su questo tema: «Dobbiamo lavorare tutti insieme per ricucire un paese lacerato da troppe crisi e riagganciare le aree interne e periferiche ai territori più dinamici. Ho già avviato interlocuzioni in tal senso con i colleghi della Cisl del Mezzogiorno per gettare le basi di una piattaforma interregionale.
Un prima misura dovrebbe essere quella di cambiare i criteri adottati finora nella ripartizione delle risorse e degli investimenti, passando da criteri puramente quantitativi, come la popolazione, ad un più complessivo indice di marginalità che tenga conto del tasso di invecchiamento, del reddito medio, del tasso di emigrazione. Solo così potremo contrastare efficacemente la deriva economica e sociale della nostra regione e del Sud Italia», conclude il segretario della Cisl.