Il licenziamento dei lavoratori della Futura Ambiente rischia di bloccare i servizi nelle aree industriali della provincia di Potenza

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Giovedì 8 settembre 2022 – Nessuna buona notizia dall’incontro in Confindustria per i dipendenti di Futura Ambiente che gestisce i servizi nelle are industriali della provincia di Potenza.
I lavoratori ex Giuzio – denunciano in una nota congiunta Fim Cisl e Uilm – “da 20 anni “non prendono pace” a causa delle scelleratezze compiute e perpetrate nei loro confronti da chi invece avrebbe dovuto difendere e valorizzare il bene comune: la politica regionale.

Oggi le chiacchiere di costoro, così come in passato, stanno letteralmente portando al licenziamento di altri lavoratori lucani che da sempre, con abnegazione, nonostante le rovine del consorzio Asi, hanno tenuto in piedi e funzionanti le nostre aree industriali della Provincia di Potenza.

Asi e Apibas, a che punto siamo? – chiedono i responsabili sindacali.

I lucani devono sapere che – precisano – le aree industriali non solo sono abbandonate a loro stesse ma soprattutto anche a seguito dell’ultima comunicazione del liquidatore dell’Asi, Avvocato Fiengo, sono rimaste letteralmente “senza il padrone”.

Un vergognoso rimbalzo di responsabilità tra Asi e Apibas, quest’ultima, nonostante la legge regionale che ha riformato le aree industriali, ad oggi, visti i tempi celeri della suddetta comunicazione, ancora non ha assunto “le redini” delle aree industriali.

Presidente Bardi, ci rivolgiamo a lei, viste anche le ultime interlocuzioni e gli ultimi tavoli regionali alla presenza del Capo Gabinetto Busciolano; ci è stato chiesto ancora senso di responsabilità e ancora una volta, nonostante tutte le incertezze, abbiamo dimostrato non solo serietà e responsabilità ma anche condivisione di percorsi e di visioni ma purtroppo ad oggi registriamo un nulla di fatto e l’inesistenza di veri interlocutori”.

I responsabili sindacali di Fim Cisl e Uilm si rivolgono anche all’assessore regionale Galella.

“L’unica certezza, caro Assessore Galella, si materializzerà tra 35 giorni, termine ultimo della procedura di mobilità, quando, a seguito del mancato accordo e della procedura in sé, la lista dei disoccupati si accrescerà ancora di lavoratori lucani la cui unica responsabilità è aver creduto nuovamente a promesse di ieri ma purtroppo anche di oggi.

C’è un solo modo per controvertere la bussola di questi ultimi venti anni, quello di dare risposte, soluzioni concrete per garantire il lavoro, gli occupati e lo sviluppo industriale della nostra Regione; in mancanza di ciò e del tavolo, di cui sollecitiamo la convocazione, il 22 settembre sotto la Regione Basilicata, si terrà un nuovo presidio dei lavoratori di Futura Ambiente che grideranno il proprio sdegno al modo di fare di chi assurge al ruolo di gestire la società ed il bene comune.

Senza certezze e senza concretezze non verrà più garantito alcun servizio né attività all’interno delle aree industriali, cosi tutti capiranno che – conclude la nota di Fim Cisl e Uilm – questi lavoratori vanno non solo rispettati ma una volta per tutte va chiusa questa annosa vertenza che rappresenta ancora oggi l’immagine di una politica malsana”.