Stellantis | Preoccupanti per la Fim Cisl i dati sulla produzione nel primo semestre del 2022. La situazione peggiore a Melfi

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Lunedì 4 luglio 2022 – La produzione di Stellantis nel primo semestre 2022 ha fatto registrare il 13,7%, in flessione rispetto al 2021.
I continui stop produttivi per i semiconduttori determinano le perdite più pesanti nei plant di Melfi e Sevel.
Gli altri stabilimenti sono in positivo grazie anche ai recenti lanci produttivi.
Nel 2022 per mancanza di semiconduttori la perdita sarà di 200.000 vetture.

E’ l’analisi che ha la Fim Cisl il segretario generale della quale, Ferdinando Uliano, ha fatto un’attenta analisi dei dati sulla produzione degli stabilimenti Stellantis.

Nel I° semestre, il crollo più pesante in termini di volumi produttivi nelle auto – come si diceva – è quello di Melfi, con – 17% rispetto al 2021 (- 19.216 unità). E’ l’unico stabilimento di assemblaggio auto che segna una perdita in rapporto al 2021. Se lo rapportiamo al 2019 è comunque quello con la perdita maggiore, di oltre 59.187 auto (-38,7%).

Il blocco causato dai semiconduttori – sostiene Uliano – crea un tonfo maggiore negli stabilimenti più produttivi, del resto Melfi ha rappresentato per molti anni lo stabilimento che da solo produceva la metà delle autovetture di FCA, oggi la sua quota è comunque intorno al 38% del totale delle autovetture prodotte da Stellantis nel nostro Paese.

Lo stop produttivo generato dalla mancanza dei semiconduttori ha pesato enormemente sullo stabilimento di Melfi, nei primi sei mesi sono circa 161 i turni di fermo gestiti con Cigo e CDS. Dobbiamo poi aggiungere che tutto ciò a poi determinato lo stop ai 17 che erano stati attuati in parte.
La mancata partenza dei 20 turni preventivati inizialmente per il 1°marzo e la discesa di fatto a 15 turni hanno determinato un contraccolpo occupazionale di circa 1.500 lavoratori.
Per evitare ripercussioni negative, – ricorda il segretario generale della Fim Cisl – si è dovuti intervenire con vari strumenti, trasferte infra-gruppo (circa 250) e incentivazioni all’uscita su base esclusivamente volontaria (nell’ultimo anno ha coinvolto 830 lavoratori), stipula di un nuovo Contratto di Solidarietà dal 4 aprile al 7 agosto 2022, che nella nuova normativa consente una riduzione massima mensile dell’orario di lavoro dell’80%.

Ferdinando Ulliano, segretario generale Fim Cisl

Da Agosto 2022 la direzione Stellantis – precisa Ulliano – ha già richiesto altri ammortizzatori sociali straordinari per accompagnare la transizione dello stabilimento di Melfi verso la produzione dei quattro nuovi modelli multibrand completamente elettrici, sulla piattaforma Bev STLA Medium, confermati a partire dal 2024 anche nel piano Stellantis.

Alla luce di problemi che investono anche gli altri stabilimenti, Ulliano ritiene indispensabile “che già nel mese di settembre 2022 sia necessario uno specifico incontro sulla fase di attuazione del piano, anche con un passaggio specifico in sede in sede Ministeriale per affrontare tutti gli aspetti necessari per garantire sviluppo e prospettive in ogni contesto lavorativo, per i quali non abbiamo avuto ancora avuto risposte positive o per le quali rimangono delle incertezze, con l’obiettivo di ottenere una prospettiva industriale e occupazionale per ogni realtà.

Per noi – prosegue Ulliano – la dichiarazione fatta dal CEO Tavares che “non si chiudono stabilimenti, ma si trasformano tecnologicamente” è un impegno fondamentale che riguarda tutte le realtà italiane del gruppo Stellantis, e la nostra azione sarà orientata in questa direzione”.

Il proseguo del confronto sull’attuazione del piano Stellantis per la FIM-CISL – ribadisce Ulliano – deve ottenere stati di avanzamento concreti e positivi su tutti gli aspetti: dalle allocazioni delle future piattaforme e delle nuove produzioni, al ruolo assegnato all’Italia nei vari ambiti a partire dalla ricerca, al rilancio dei vari marchi italiani, oltre alla possibilità di produrre vetture di altri marchi del gruppo nel nostro Paese.
L’obiettivo principale rimane la messa in sicurezza degli stabilimenti, degli enti e dell’occupazione. Saremo indisponibili ad operazioni volte a penalizzare e a ridimensionare ulteriormente il patrimonio industriale e occupazionale di Stellantis Italia, come saremo indisponibili a scelte che peggiorino le condizioni lavorative e di sicurezza dei lavoratori. Infine è importante che il Governo presidi e verifichi con Stellantis le strategie del gruppo verso le aziende dell’indotto del nostro Paese, per ottenere garanzie specifiche per l’importante filiera della componentistica dell’auto.
In merito – conclude Ulliano – a ciò siamo molto preoccupati in particolare della rete dei fornitori dello stabilimento di Melfi”.