Criminalità economica-finanziaria | Sequestrati dalla Guardia di Finanza circa cinque milioni di euro

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Martedì 22 novembre 2022 – Nella mattinata odierna, la Procura della Repubblica di Potenza, con il supporto di militari della Guardia di Finanza di Potenza (Nucleo Polizia Economica Finanziaria, Sezione di P.G. e Gruppo), nell’ambito di indagini riguardanti diffuse e insidiose forme di criminalità economico­ finanziaria, ha dato esecuzione a cinque ordinanze di applicazione di misura cautelare reale, riferite ad altrettanti contesti investigativi, che complessivamente hanno consentito di sottoporre a vincolo oltre 4.900.000 euro, privilegiandosi, ancora una volta, la scelta di contrastare efficacemente il fenomeno descritto attraverso lo strumento del sequestro preventivo previsto dal legislatore che, per un verso, consente all’erario un ristoro per i danni patiti e, al contempo, rappresenta una incisiva azione che, in vista dell’eventuale confisca da disporsi in sede giurisdizionale, rappresenta in via generale un forte deterrente alla commissione di tali reati.

Il G.I.P., sulla base degli elementi di prova raccolti, ha ritenuto raggiunta la soglia indiziaria richiesta dalla legge per l’adozione dei provvedimenti ablativi, a testimonianza dell’efficacia dell’azione investigativa svolta dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Potenza.

I relativi provvedimenti sono stati emessi nella fase delle indagini preliminari, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e, in attesa di giudizio definitivo, per tutti i soggetti indagati vale la presunzione di non colpevolezza.

Il primo provvedimento nasce da tre verifiche fiscali eseguite dal Nucleo Polizia Economica Finaziaria di Potenza nei confronti di tre società Qa TEILE COMMUNICATION S.r.l.s., con sede in Potenza; la TEILE MoTOR SPORTS S.r.l.s., con sede in Potenza, e la TEILE S.r.l. già S.p.A., ora con sede in Avellino, facenti capo agli imprenditori veneti MASCHERA Carloe FASCINA Nicola) durante le quali è stato ricostruito a livello indiziario un complesso e fraudolento schema di fatturazione tra le suddette imprese, finalizzato alla creazione di crediti tributari non spettanti e all’evasione dell’IVA, accumulando importanti debiti erariali.

In merito, il G.I.P. ha previsto il sequestro, diretto e per equivalente, della somma complessiva di oltre 2,2 milioni di euro.

Il secondo provvedimento consegue ad un’indagine in materia di reati fallimentari espletata sempre dal Nucleo pef, all’esito della quale è stata rilevata una indebita cessione di ramo d’azienda, che a livello indiziario si è ritenuto da parte del Gip, integrasse la fattispecie delittuosa della bancarotta fraudolenta contestata dalla Procura.

In sostanza, sulla base delle investigazioni svolte, è emerso a livello indiziario che Rocco Ciaglia, amministratore protempore della CIAGLIA COSTRUZIONI S.r.l., con sede a Bella (PZ), in vista dell’imminente fallimento della società, con l’esclusivo fine di distrarre i beni societari, avrebbe ceduto, a favore della GEOSET GEO-SOLUTIONS FOR THE ENVIRONMENT AND TERRITORY S.r.l con sede a Potenza, rappresentata da Maria Colangelo ma riconducibile, di fatto, al medesimo amministratore, l’intero compendio aziendale ad un prezzo notevolmente inferiore al valore reale, facendo venir meno, altresì, l’autonomia funzionale della società e, quindi, la possibilità di fronteggiare le ordinarie obbligazioni sociali, cagionando uno stallo operativo che ne ha provocato il fallimento, con pregiudizio ai creditori.

Sulla base delle risultanze investigative, il G.I.P. ha disposto il sequestro del ramo d’azienda ceduto, valorizzato in circa€ 700.000,00.

Il terzo provvedimento è frutto di un’attività di indagine condotta dal Gruppo di Potenza che ha portato alla denuncia di Vincenzo Rocco Spera e Emilio Nicola Spera, originari di Brindisi di Montagna (PZ), rispettivamente rappresentante legale e amministratore di fatto della fallita MERIDIONALE COSTRUZIONI S.r.l. (già PETRUCCO INERTIS.r.l.),con sede a Potenza, in concorso con Sonia Ceglies, rappresentante legale della GRAVA S.r.l., con sede a Pignola (PZ) per le ipotesi delittuose di bancarotta documentale e fraudolenta aggravata e merse a livello indiziario.

Nel dettaglio, dalle indagini svolte da questo Ufficio è risultato, a livello indiziario, che gli SPERA distraevano il patrimonio della MERIDIONALE COSTRUZIONI S.r.l., mediante la cessione di un ramo d’azienda (comprensivo di beni materiali e immateriali e del marchio registrato “PETRUCCOINERTI”) alla GRAVA S.r.l. e la vendita, notevolmente sottostimata, di un suolo con locale/ deposito siti in Tito (PZ) ad altra società dello SPERA Emilio, che cagionavano un danno patrimoniale alla fallita di almeno € 750,000,00 circa. Inoltre, risultava, sempre a livello indiziario, che prima del fallimento sottraevano e non consegnavano agli Organi di controllo i libri e le altre scritture contabili così da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del reale movimento degli affari della società.

Sulla base delle risultanze investigative, il G.I.P. ha disposto il sequestro dei beni ceduti, valorizzato in circa€ 750.000,00.

Gli altri due provvedimenti, invece, costituiscono il frutto della stretta sinergia tra Procura della Repubblica, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, finalizzata a rafforzare il coordinamento investigativo nel settore dei reati tributari.

Le due ordinanze di applicazione di misure cautelari reali, sono state emesse dal G.I.P. su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di Giuseppe Musco, nella sua qualità di rappresentante legale e liquidatore della ASPISERVICES.r.l. in liquidazione, con sede in Venosa (PZ) e Salvatore Cortese, nella sua qualità di rappresentante legale pro tempore della GENERAL SOLUTION SERVICE Società Cooperativa, con sede a Lavello (PZ), poiché hanno omesso di versare l’IVA dovuta per un importo rispettivamente di circa € 350.000,00 e circa€ 962.000,00.

In questo caso il provvedimento di sequestro preventivo emesso da G.I.P. ha ad oggetto le disporùbilità finanziarie, berù mobili e immobili, per un importo corrispondente al profitto dei reati ipotizzati come innanzi indicato.

Le indagirù sono scaturite dagli esiti di preliminari accertamenti di natura fiscale, per omessi versamenti di IVA, condotti dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Potenza, i quali hanno segnalato le posizioni penalmente rilevanti all’Autorità Giudiziaria che ha istruito due distinti procedimenti penali per i reati tributari rilevati e assunto la direzione delle indagini.

La Sezione di PG della Guardia di Finanza, presente presso la Procura della Repubblica, ha svolto gli ulteriori approfondimenti finalizzati alla ricostruzione delle capacità patrimoniali e finanziarie dei soggetti indagati che hanno portato a raccogliere quegli elementi indiziari utili e necessari per confermare le ipotesi investigative e fornire al GIP un concreto quadro probatorio.