Quando lo sport supera le diversità| Se n’è discusso all’ateneo lucano su iniziativa dell’associazione studentesca YoUni

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Domenica 15 maggio 2022 – Secondo appuntamento del progetto  “SPORT- Salute, Percorsi, Opportunità, Resilienza, Territorio” realizzato dall’associazione studentesca YoUni grazie ai fondi destinati dall’Università degli Studi della Basilicata per le iniziative e attività culturali degli studenti, e che rientra nell’ambito delle celebrazioni del 40ennale di Ateneo.
Un Progetto patrocinato anche dal Comune di Potenza ed incluso nel panorama degli eventi per Potenza Città Europea dello Sport 2021, estesa al 2022.
Ad aprire la giornata sono stati Marco Vona, delegato del rettore per lo sport universitario; Laura Scrano, componente del Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo e Gianmarco Blasi, assessore allo sport del Comune di Potenza che, portando il proprio saluto, hanno messo in risalto il ruolo fondamentale delle istituzioni e delle amministrazioni nel promuovere una rinnovata cultura sportiva volta all’inclusione e all’integrazione sociale. SEGUE DOPO LA PUBBLCITA’.

Nell’incontro, dal titolo “LA FORZA DELLO SPORT: testimonianze di coraggio”, tenutosi nell’Aula Magna d’Ateneo del Campus Macchia Romana, sono intervenuti in qualità di relatori, Vincenzo Sonnessa,coordinatore tecnico regionale Special Olympics nonché componente della commissione nazionale hockey paralimpico; Mauro Dessì e Lorenzo Puliga, coach e cestista dell’ ASD Atletico AIPD di Oristano, squadra di basket C21 FISDIR, campioni di Italia nel 2019 e 2021; Donato Telesca campione mondiale pesistica juniores. Ha moderato Giuseppe Scelsi, specialista in scienze motorie e disabilità, formatore Scuola dello Sport di Sport e Salute.

Durante il loro intervento Dessì e Puliga hanno sottolineato l’importanza della partecipazione dei giovani a questo tipo di iniziative e del ruolo che i ragazzi giocano nel costruire un mondo in cui c’è posto per tutti.
Nel portare la propria testimonianza, hanno raccontato quelle che sono le sfide attuali dell’ASD Atletico AIPD Oristano: dare l’occasione a ragazzi con la sindrome di Down di vivere un percorso di crescita personale per raggiungere l’autonomia e la piena consapevolezza di se stessi e del proprio corpo, attraverso lo sport e lo stare insieme per fare squadra.

“La diversità non è un limite ma una risorsa” afferma Sonnessa, che raccontando la sua esperienza nel campo dello sport e delle disabilità, ha fatto comprendere che tutto è possibile se esiste il coraggio, la passione, la caparbietà e la volontà di non fermarsi mai nel raggiungere gli obiettivi posti, scoprendo la nostra identità, valorizzando le capacità di ognuno di noi e soprattutto superando i limiti.

Forte e chiaro anche il messaggio dell’atleta lucano Telesca, che ha esortato i numerosi giovani presenti nell’aula magna ad impegnarsi con costanza per arrivare a traguardi sempre più alti, accettando anche le sconfitte per poi rialzarsi più determinati e consapevoli di prima.

All’evento hanno partecipato anche le squadre di parahockey “Le Gazzelle” ASD Forma Mentis ATL-AIPD Val d’Agri-Lauria e “Noi…gli Speciali” ASD Club Athena Melfi che ci hanno fatto scoprire la bellezza dell’essere diversi, ognuno nel proprio modo di essere ma allo stesso tempo uguali.

Hanno preso parte all’iniziativa anche il Gruppo Clown della Comunità Emmanuel “Gente Allegra”, l’AIPD, il CSI di Potenza e la FISPIC Basilicata che, in sede di dibattito, hanno portato la propria testimonianza di coraggio, arricchendo questa giornata all’insegna dell’inclusione.

Momenti emozionanti, vissuti in presenza degli studenti degli Istituti Einstein-De Lorenzo di Potenza, T.R. Righetti di Melfi, P.Paolo Pasolini e Quinto Orazio Flacco di Potenza che si sono mostrati fortemente sensibili alla tematica.

Con il patrocinio dei comitati regionali CONI, CIP, Special Olympics, Sport e Salute, FIH e dell’ente nazionale FISDIR, attraverso questo seminario, si è voluto raccontare esperienze di ragazzi che grazie allo sport hanno accresciuto la fiducia in se stessi, affermandosi e dimostrando che nel nostro essere diversamente uguali ognuno di noi ha qualcosa da offrire alla comunità.