Gaetano Di Matteo ha vissuto da spettatore la celebrazione di Matera Capitale della Cultura 2019.
Uno spettatore a distanza con la dignità che lo contraddistingue ma anche con quella rabbia interiore per ritenersi dimenticato.
Le promesse di poter essere inserito nel cartellone allestito per festeggiare questo sorico ed importante evento non sono state infatti mantenute.

Il maestro Di Matteo ce ne parla niente affatto rassegnato. E’ solo un momento, poi il discorso cade sulla mostra che oggi, 23 febbraio, inaugurerà in serata nel suo giardino di viale Siris, divenuto da tempo ormai una galleria d’arte en plein air.


I quadri della sua ultima produzione saranno presentati a testimoniare che, nonostante il parkinson che incalza, Di Matteo riesce ad esorcizzare la malattia con i pennelli e i colori con i quali trasferisce sulla tela e in maniera unica i suoi stati d’animo.
I suoi quadri raccontano, come sempre è accaduto nella sua lunga ed intensa vita di artista, un altro spaccato della sua significativa attività di pittore scenografo, apprezzata ovunque dai critici, non altrettanto dal suo paese che ha sempre amato e per il quale si è speso come amministratore (per un certo periodo è stato assessore comunale alla cultura e successivamente consigliere provinciale di Matera).
Anche come artista Di Matteo non ha mai dimenticato il suo paese di origine. Anni fa volle donare a Nova Siri una scultura (la nave capovolta) che è possibile ammirare, nonostante l’oblio nel quale è stata relegata dagli amministratori locali, sul lungomare, uno dei più belli d’Italia.
Lungomare la cui toponomastica fu rivoluzionata proprio da Di Matteo, intitolando le strade che portano alla spiaggia rifacendosi ai film di Federico Fellini.

Questa sera, nel suo giardino dove trascorre lunghe ore della giornata, sarà possibile scoprire forse un inedito Di Matteo, grazie alla sua pittura in continua evoluzione, specchio di stati d’animo altrettanto in evoluzione, che il maestro trasferisce, come ha sempre fatto, sulla tavolozza.