La realtà della donna e la sua rappresentazione attraverso i media sono al centro della mostra “Dissonanze”, inaugurata il 10 novembre a Potenza, nei locali del Museo Archeologico Provinciale.
Organizzata e promossa dalla Presidenza della Provincia di Potenza e dall’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, l’esposizione è un collage di ritagli di giornali, riviste, copertine, poster e pubblicazioni varie riguardanti la donna, creando un percorso ben definito dell’uso – abuso della figura femminile nel mondo della comunicazione. Emerge, dalle immagini contrapposte, un marcato contrasto tra uso strumentale/pubblicitario del corpo femminile e corretta informazione.
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Il tema è stato approfondito nell’incontro che ha preceduto l’inaugurazione, alla presenza del presidente della Provincia di Potenza Nicola Valluzzi, della consigliera di parità della Provincia di Potenza Liliana Guarino e della Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi della Basilicata Aurelia Sole.

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Da sinistra: Franchini, Sole, Valluzzi, Guarino, Cutro

Luana Franchini, ideatrice della mostra, ha dichiarato:
«Questa è una mostra di proposta, già allestita nel 2009 e, in quell’anno, portata anche a Matera. Ho approfondito, come mezzo di comunicazione, i giornali, in cui spesso le donne ritrovano il loro corpo, nudo, inserito in pubblicità di cibo o altri generi di consumo. Questo racconto sotto traccia rappresenta il maggior ostacolo alla pari credibilità della donna. Come sfondo alle immagini in mostra sono state utilizzate delle lenzuola, simbolo della violenza sulle donne e luogo in cui si consumano, in maggiore proporzioni, abusi. Ma nella mostra, in un angolo, ci sono delle lenzuola annodate, che hanno permesso ad una donna vittima di violenza di fuggire di casa, diventando così immagine della possibilità di cambiare le cose».
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Le lenzuola annodate

La dignità della donna come questione educativa, è emersa dalle parole di Savino Cutro, presidente dell’associazione nazionale per il contrasto della violenza on line “Il cielo nella stanza”:
«Nel rapporto con i media, dobbiamo osservare come si pongono oggi le donne per raggiungere il successo e come fanno di tutto per fare emergere aspetti che non sono quelli veri. Non viene più preso ad esempio l’impegno culturale, quindi, dobbiamo noi aiutare i giovani a recuperare i valori veri e a non cadere nel tranello della comunicazione facile. Oggi, teniamo aperta la finestra dei nostri sentimenti e delle nostre sensibilità senza preoccuparci di chi, dall’altra parte, guarda. Come associazione stiamo lavorando per aiutare le vittime della rete e i genitori, per proteggerli da chi usa la rete in maniera non giusta. Il termine “utilizzare”, riferito all’immagine della donna ci dovrebbe preoccupare. Possiamo noi provare a far capire ai giovani il valore della propria dignità personale? È la sfida del domani».
Durante l’incontro è stato proiettato un documentario che ha messo in risalto il contrasto tra figure femminili che nel corso della storia si sono contraddistinte per impegni politici, istituzionali, scientifici o culturali, lottando per pari dignità e diritti, e donne che hanno scelto l’esaltazione del proprio corpo e della propria immagine come stile di vita, rincorrendo l’agognato successo mediatico.
La mostra è visitabile dal martedì al sabato, dalle ore 9.00 alle ore 19.00.