Giornata della Memoria | ‘’Una comunità che cammina’’, iniziativa il 27 gennaio a Potenza

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Martedì 24 gennaio 2023 – Da Auschwitz a Al Harsha, da Birkenau a Gaza; da ieri a oggi, lungo un filo spinato fatto, spesso, di indifferenza, di oblio, di inerzia . Perché ciò che è stato, considerato che è stato, potrebbe ripetersi. E si ripete a latitudini diverse.

Il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, a Potenza si svolgerà il primo di una serie di incontri organizzati nell’ambito della macrotematica ‘’Una comunità che cammina’’, promossi dalla Parrocchia dei SS. Anna e Gioacchino, da Articolo 21, Libera Basilicata, Ce.St.Ri.M, Ceaca Potenza, Paxchristi, Laboratorio di educazione alla Pace e GVS Gruppo di Volontariato solidarietà . Un momento di riflessione, dal titolo emblematico ‘’Le Shoa’’, in cui sarà restituita voce ai nomi e alle storie dei deportati impressi sul muro del binario 21, a Milano.

Perché è necessario che- si precisa in una nota del coordinamento di Libera Basilicata – la Giornata della Memoria unisca con sempre maggior vigore il passato e il presente. Il passato dei campi di concentramento, della vergogna del Novecento, dei lager nazisti e del sonno della ragione. Il presente dei lager dei giorni nostri: in Libia, dove i migranti vengono sottoposti a mesi di detenzione e torture, con i sopravvissuti che raccontano le atrocità perpetrate che l’Occidente pare non voler ascoltare; in Iran, dove i diritti fondamentali vengono calpestati e dove il grido di libertà delle nuove generazioni viene stroncato dalla dittatura; sulla Striscia di Gaza, lager geografico in cui i diritti fondamentali, a cominciare dal diritto alle cure mediche, vengono soppressi dalle decisioni del regime israeliano; in Siria, in cui il nuovo Olocausto fa cadere nell’oblio dell’attenzione internazionale un intero popolo distrutto, ‘’bruciato dall’interno’’. In tutti quei luoghi in cui da anni i popoli non conoscono pace.

“Una comunità parrocchiale insieme a un folto numero di associazioni si fermano per fare memoria – spiega don marcello Cozzi – per dire che il dolore è sempre sacro al di là di ogni appartenenza religiosa o laica, e per non dimenticare le tante Shoah, l’inferno dei lager nazisti e l’inferno dei tanti lager attualmente sparsi in giro per il mondo. Come ogni anno ripeteremo ad alta voce quei nomi perchè a quegli anziani, a quei bambini, a quelle donne si continui a restituire almeno la dignità del ricordo”.