Grande successo, sabato 25 giugno, al Cinema Hollywood di Policoro, per l’evento culturale promosso dall’I.C.2 “Giovanni Paolo II” in collaborazione con il “Centro Alberto Manzi”, l’USRBasilicata e il MIUR: “La storia di un grande maestro che insegna la vita – Storia di un passato che vive nel presente”.

DSC_1853

L’incontro, presentato dal giornalista e blogger, Sergio Ragone, ha visto la partecipazione straordinaria dell’attore Claudio Santamaria che ha interpretato proprio il maestro Manzi nel film prodotto da Rai Cinema “Non è mai troppo tardi” che racconta la carriera di Manzi e i suoi metodi didattici innovativi contrari ai rigidi divieti che porta la consapevolezza che la scuola italiana di allora, sebbene con le dovute proporzioni, ha gli stessi problemi della scuola di oggi.

Di seguito l’intervista a Claudio Santamaria

[powr-image-slider id=9ab85d08_1466976106704]

All’incontro sono intervenuti: il dirigente USP, dott. Nicola Caputo, la Docente Universitaria, dott.ssa Vittoria Bosna e il Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella.

Sergio Ragone e la prof.ssa Maria Carmela Stigliano
Sergio Ragone e la prof.ssa Maria Carmela Stigliano

“Il maestro Manzi è stata una grande figura che ha appassionato i miei docenti e i miei studenti ed ho voluto, con una performance creata da loro stessi, mettere in risalto attraverso i ‘Quadri di scuola e di vita’, gli elementi fondanti dell’istruzione: l’insegnamento, la gestione di una classe, i conflitti e l’inclusività, una realtà, mai come oggi, tanto attuale per il periodo storico in cui viviamo”. E’ quanto ha dichiarato la prof.ssa Maria Carmela Stigliano, dirigente dell’I.C.2.

DSC_1885

“Credo che il Manzi – continua la Stigliano – sia stato un maestro soprattutto di vita, sempre pronto al rinnovamento e favorevole ad un insegnamento che dovrebbe andare oltre la pura lezione in classe. Come scuola noi ci sforziamo giornalmente di trasmettere valori che aiutino gli alunni in futuro perché sappiano lottare e guardare avanti, ma voltarsi indietro per aiutare i più deboli”.

Di seguito l’intervista alla professoressa Stigliano