Confermato anche che 1.500 già in organico nello stabilimento lucano saranno stabilizzati a tempo indeterminato.
Per il coordinatore nazionale Uilm del settore auto, Gianluca Ficco, ” è un’ottima notizia che premia chi in questi anni ha creduto nella rinascita dell’automotive italiano. È la conferma – ha aggiunto – che Fca in Italia è in ripresa e che gli sforzi degli ultimi anni saranno finalmente con il progressivo superamento della cassa integrazione”: Fico ricorda anche che altri benefici occupazionali – 400 assunzioni – si avranno nell’indotto di primo livello a Melfi.
“Il gruppo Fca mantiene fede agli impegni presi sia con i lavoratori che con i sindacati e concretizza prospettive solide per la produzione italiana” ha dichiarato Antonio Spera, segretario generale Ugl Metalmeccanici.
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Positivo anche il giudizio del segretario della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista. “Faremo una verifica sostanziale dell’accordo con l’obiettivo di individuare dei miglioramenti. Ovviamente  – precisa – parleremo anche delle ultime assunzioni, dei tempi per l’ingresso di nuovi lavoratori, dei carichi di lavoro e del piano ferie”.
Le nuove assunzioni  per Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic Confsal, sono “la dimostrazione che il sindacato che contratta produce risultati di crescita per tutta l’industria italiana”.
Commenta la notizia giunta da Torino anche il consigliere regionale del centro democratico, Nicola Benedetto, secondo il quale ” più che del Jobs Act il merito è da attribuire alla decontribuzione prevista in legge finanziaria per le imprese che assumono a tempo indeterminato. E’ la prima volta- aggiunge – che da noi assumere a tempo indeterminato costa meno che assumere a tempo determinato”.
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“Altro fattore – prosegue Benedetto – è il mercato auto e nello specifico i modelli prodotti a Melfi che sono rischiesti sul mercato anche se a raffreddare gli entusiasmi ci ha pensato l’ufficio studi Confcommercio con il rapporto diffuso, con il quale si mette in guardia sui consumi. E’ vero che si registra qualche piccolo dato positivo ma, agli attuali tassi di crescita di pil, consumi e reddito disponibile, solo tra 15 anni, nel 2027, si tornerà al pil pro capite del 2007”.
Se non ripartono i consumi, se non si riducono le tasse a carico delle attività produttive,se non si rende più semplice il rapporto del cittadino con il fisco e non si rimette in agenda la centralità della piccola e media impresa – conclude Benedetto – il lavoro potrebbe diventare soprattutto in Basilicata temporaneo e limitato”.
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