A distanza di un giorno, due documenti e da due osservatori autorevoli, la Svimez e la Banca d’Italia, sull’economia in Basilicata.
Due documenti che sostanzialmente fotografano nella stessa maniera la situazione di una regione che sta lentamente uscendo dalla crisi.
Quali i settori dove si registra una crescita? Il rapporto della Banca d’Italia l’individua nelle imprese manifatturiere; nelle costruzioni; nel comparto residenziale; nel turismo.
In Basilicata – leggiamo sempre al rapporto Banca d’Italia – in crescita anche il credito e i prestiti sia delle famiglie che delle aziende di piccole dimensioni.
Se questi sono i fattori positivi, sia la Svimez che Bankitalia indicano quali sono le criticità che non consentono di uscire definitivamente da una crisi che non è solo della Basilicata ma dell’intero Mezzogiorno, sebbene questa zona d’Italia si confermi vitale.
Dicono gli esperti della Svimez: se la crescita è stata dell’1,2% è poca cosa se si considera che negli ultimi sette anni si è perso il 14% per cento rispetto al resto del paese.
Un’accelerazione si potrà avere intervenendo su due fattori che ancora oggi condizionano: l’occupazione e lo spopolamento.
Per quanto riguarda la prima, c’è stato un aumento ma in molti casi si tratta di lavoratori part time, che gli esperti definiscono “involontari” , intendendo per tali lavoratori e lavoratrici che avrebbero preferito un lavoro a tempo pieno la hanno trovato solo  un lavoro part time.
Fenomeno, questo, diffuso in tutto il paese ma che fa risentire maggiormente i suoi riflessi negativi in una realtà già di per sé critica qual è quella della Basilicata e del Mezzogiorno.
Zona del paese nel quale lo spopolamento – altro elemento indicato dalla Simez – è inarrestabile, con tutto quello che può determinare in termini economici e di sviluppo.
Fatta la diagnosi, quale la terapia che propongono gli economisti?
Il presidente della Svimez, Adriano Giannola, individua nelle Zone Economiche Speciali (in Basilicata individuate due: una a Matera, l’altra a Lauria – n.d.r.) e nella riserva del 34% per il Mezzogiorno sugli investimenti pubblici alcuni strumenti . A questi devono aggiungersi quelli messi in campo dalla Regione Basilicata per il contrasto alla povertà e per rilanciare alcuni settori vitali per l’economia.
“La Basilicata non e’ fanalino di coda. Nel Sud siamo tra quelli che crescono piu’ di altre regioni. Sul versante dell’occupazione e della riduzione dei poveri e dei disoccupati abbiamo recuperato una forbice mettendoci in movimento” ha detto recentemente il Presidente della Giunta Regionale Marcello Pittella in occasione di un convegno della Uil.
La consapevolezza di questo deve essere da sprono per mettere in campo altri interventi per non perdere il treno di una ripresa lenta ma dalla quale si può partire per un definitivo rilancio dell’economia.
E in questo ognuno deve svolgere il proprio ruolo:politica, istituzioni, imprenditoria, sindacati.