Si è svolto questa mattina, davanti al tribunale di Potenza, un sit-in degli ex dipendenti della “Cementi della Lucania” i quali, insieme ai rappresentanti sindacali della Feneal Uil, Ficla Cisl e Fillea Cgil, hanno chiesto a gran voce di trovare, in tempi rapidi, una soluzione ad una questione che sta diventando insostenibile. Questione che va avanti da mesi e che tiene in bilico 50 lavoratori ed altrettante famiglie che a tre anni dalla chiusura del cementificio di Lavangone e a due dalla richiesta del concordato preventivo, non riescono a ancora trovare risposte.

“Il problema – ha dichiarato Carmine Lombardi della Uil – è che senza l’approvazione dell’omologa i 50 lavoratori non potranno accedere ai fondi di garanzia” e, ad aggravare la situazione, il fatto che a 10 dei 50 lavoratori sono già venuti meno gli ammortizzatori sociali mentre per la maggior parte di questi il sussidio scadrà a novembre prossimo. “Non poter accedere al tfr rappresenta un problema serissimo – ha dichiarato Donato Sileo, lavoratore e rappresentante della Cisl – Quello che chiediamo è che ci vengano riconosciuti i nostri soldi”. Enzo Iacovino, segretario generale Fillea Cgil Basilicata, ha inoltre evidenziato come “su questi lavoratori pesa anche il ‘Decreto Poletti’ che dall’agosto 2014 ha cancellato la mobilità in deroga”. Durante il sit-in, una delegazione composta da sei persone (i tre rappresentanti sindacali e tre lavoratori) è stata accolta dal Presidente della Corte di Appello, Sinisi, la quale, come ha dichiarato Carmine Lombardi, si è presa l’impegno di velocizzare l’iter in merito al concordato preventivo e chiudere definitivamente la vicenda entro l’estate prossima.

ciopero cementificio

“Si tratta di una vertenza complicata come ha evidenziato lo stesso Presidente Sinisi – ha dichiarato Lombardi – Siamo soddisfatti in quanto i lavoratori hanno potuto esprimere la loro situazione di emergenza al Tribunale di Potenza e fiduciosi che la vicenda possa risolversi nel più breve tempo possibile”. “Naturalmente – ha aggiunto Lombardi – continueremo a vigilare e, se sarà necessario, torneremo di nuovo a fare ascoltare la nostra voce”. “Quando sarà chiusa questa parentesi giudiziaria – ha concluso il rappresentante della Feneal Uil – apriremo il fronte con le Istituzioni per trovare una soluzione adeguata per queste 50 persone che sono troppo giovani per andare in pensione ma troppo anziane per una nuova occupazione”.

Le interviste a Enzo Iacovino, segretario generale Fillea Cgil Basilicata, Donato Sileo, lavoratore e rappresentante della Cisl, Carmine Lombarti segretario Feneal Uil Basilicata