Decreto agosto | Per Confcommercio serve una risposta più forte

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Domenica 9 agosto 2020 – “Alcune misure del Decreto di agosto sono sicuramente positive ed accolgono, sia pure in parte, le esigenze delle piccole e medie imprese. Su tutte, la ‘decontribuzione di vantaggio’ per il Mezzogiorno, il ricorso agli sgravi contributivi per sospingere l’occupazione, ricomprendendo per la prima volta,  in questa tipologia di agevolazione, anche le assunzioni a tempo determinato, sia pure limitatamente al settore del turismo. Ma la crisi è profonda e serve una risposta più forte”.

E’ il commento di Confcommercio Imprese Italia Potenza in una nota a firma del presidente Fausto Demare che ricorda le tre proposte principali della Confederazione per sostenere settori a rischio chiusura del terziario su tre fronti: recuperare con urgenza le iniziative per rilanciare i consumi come i bonus non previsti dal decreto, rafforzare i contributi a fondo perduto ed estendere le moratorie fiscali anche per la riapertura dei termini del saldo del primo acconto delle imposte sui redditi.

Solo qualche settimana fa – aggiunge Demare – abbiamo lanciato l’allarme: tra le 1.200 e le 1.500 imprese del commercio e dei servizi della provincia di Potenza rischiano la chiusura definitiva se le condizioni economiche non dovessero migliorare rapidamente. E’ una stima prudenziale questa della Confcommercio Potenza che ha rielaborato su scala provinciale il rapporto dell’Ufficio Studi Confcommercio sul rischio di chiusura delle imprese del terziario di mercato. Per quanto riguarda la dimensione aziendale, il segmento più colpito è quello delle micro imprese – con 1 solo addetto e senza dipendenti – per le quali basterebbe solo una riduzione del 10% dei ricavi per determinarne la cessazione dell’attività.

Nel decreto di agosto – è scritto nella nota di Confcommercio – è anzitutto positiva la proroga degli ammortizzatori sociali emergenziali.   Ma, da una parte, persiste un sia pur rivisitato divieto di licenziamento, mentre, dall’altra, vengono previsti in taluni casi (riduzione di fatturato inferiore al 20% o invarianza di fatturato) oneri aggiuntivi a carico delle imprese per il ricorso alla cassa integrazione. Quanto al regime speciale per i contratti a termine, se ne rende possibile l’utilizzo solo per proroghe e rinnovi e una sola volta entro la fine dell’anno”.

“Si proroga la riscossione coattiva e si introducono nuove previsioni di moratoria fiscale e contributiva. Ma queste nuove previsioni (rateizzazione del 50 per cento fino a 24 mesi a decorrere dal 16 gennaio 2021) – continua la Confederazione – si applicano alle sole sospensioni di tasse e contributi già disposte per il periodo marzo-maggio. Per i contribuenti soggetti agli ISA e per gli autonomi in regime forfettario – che abbiano registrato una diminuzione di fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019 –  viene prorogato al 30 aprile 2021 il termine per il versamento della seconda o unica rata d’acconto delle imposte dei redditi e dell’Irap.
Permane l’esigenza di una riapertura dei termini per i versamenti di saldo e primo acconto delle imposte sui redditi almeno fino al prossimo 30 settembre”.

“Per il turismo viene sospesa anche la seconda rata Imu, ma dalla sospensione restano esclusi pubblici esercizi (ristorazione e bar), porti turistici, agenzie di viaggio e tour operator. Inoltre, la sospensione non interviene nei casi in cui gestori delle attività e proprietari siano soggetti diversi. Per i pubblici esercizi, Tosap e Cosap sono sospese sino a fine anno. Positive – continua la Confederazione – le nuove disposizioni in tema di concessioni demaniali. Si rifinanzia il tax credit per la riqualificazione di strutture ricettive alberghiere e termali. Mancano però il rifinanziamento del tax credit per la digitalizzazione, nonché analoghe misure agevolative per le altre categorie del turismo (in particolare, pubblici esercizi e attività ricettive all’aria aperta)”.

“Si rifinanzia il Fondo centrale di garanzia e si proroga anche la moratoria di mutui e prestiti in favore delle MPMI dal 30 settembre 2020 al 31 gennaio 2021 (al 31 marzo 2021 per le imprese del comparto turistico). Ma occorrerà comunque tornare anche su questi nuovi termini”.  

“Positivo l’intervento nel settore dei trasporti – dice ancora Confcommercio -con misure di sostegno rafforzate per autotrasporto e porti ed estese anche a comparti, quali i collegamenti marittimi con le isole e le autostrade del mare, di grande importanza strategica per la continuità territoriale e la competitività del Paese”.

“Interessanti il fondo per la filiera della ristorazione d il contributo a fondo perduto per le attività economiche e commerciali nei centri storici delle città d’arte. Ma ne andranno verificate tempestività d’attivazione, snellezza operativa e capacità d’impatto sulla scorta delle risorse stanziate”.

 “Il rinnovato impulso al cashback applicato agli acquisti effettuati con strumenti di moneta elettronica richiederebbe poi simmetrico impulso al processo di abbattimento dei costi e delle commissioni connesse ad utilizzo ed accettazione di questi strumenti”, mentre per quanto riguarda il sostegno ai consumi “le ipotesi avanzate – riferite, in particolare, ai consumi nei pubblici esercizi, all’abbigliamento ed ai mobili, ma anche al tema della revisione della fiscalità sui veicoli aziendali  – non hanno trovato esito. Ve ne è, invece, necessità ed urgenza”, prosegue la Confederazione.