Analisi della situazione Stellantis del segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Iuliano

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Martedì 3 gennaio 2023 – La situazione di Stellantis nel 2022, con particolare riferimento allo stabilimento fdi San Nicola di Melfi, nell’analisi del segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Iuliano.
Con un colpo di reni nell’ultimo trimestre, – afferma Iuliano – la produzione del 2022 è riuscita a mettere un piccolo segno positivo (+1,8%) rispetto al 2021.
Nello specifico, tra autovetture e furgoni commerciali, sono state prodotte 685.753 unità, contro le 673.574 del 2021. Tutti gli stabilimenti di assemblaggio delle autovetture sono in positivo, portando la produzione di 479.753 ad una crescita del +17,4%, mentre quella di veicoli commerciali (Sevel) segna una pesante riduzione del -22,3% (da 265.000 del 2021 al 206.000 del 2022). Se invece rapportiamo i dati di produzione al periodo pre-covid e quindi al 2019, la situazione continua ad essere negativa con una perdita complessiva nei volumi del – 16,3% (auto + veicoli commerciali), con le autovetture a -8,7% e i veicoli commerciali a – 29,7%. La causa è in gran parte riconducibile allo stop nelle produzioni per la mancanza dei semiconduttori e di altri componenti, iniziata nel 2021 e che probabilmente condizionerà anche il 2023. Abbiamo calcolato che, nel 2022, la difficoltà nelle forniture di componenti ha determinato una perdita di circa 200.000 vetture rispetto alle potenzialità produttive degli ordini acquisiti (stop a 608 turni pari a circa 274 giorni di lavoro).

Rispetto al 2021, il dato positivo nei plant dell’auto è stato determinato in gran parte dal lancio produttivo di nuovi modelli. L’entrata in produzione della Maserati Grecale e dell’Alfa Romeo Tonale sta dando una spinta alle produzioni di Cassino e Pomigliano D’Arco. Il Polo Produttivo di Torino ha mantenuto buoni livelli di produzione, in particolare grazie ai volumi della 500 bev e le produzioni del Plant di Modena grazie alla Maserati MC20. È stata interrotta la serie negativa che aveva caratterizzato gli ultimi quattro anni. Un dato certamente positivo, ma, se esaminiamo l’arco temporale 2017-2022, c’è ancora molto da lavorare per recuperare circa un terzo della produzione persa (da 1.035.454 a 685.753), la quale ha interessato nella stessa misura le autovetture e i veicoli commerciali. Perciò riteniamo importante che il Ministro Urso convochi subito il tavolo ministeriale “Stellantis”. Come sindacato dobbiamo verificare concretamente l’arrivo nel nostro paese dei nuovi investimenti previsti dal Piano “Dare Fowards”, necessari al lancio di nuove produzioni.

È altrettanto urgente che – ribadisce Iuliano – il Governo affronti con determinazione il problema della difficoltà per il settore a reperire materie prime e semiconduttori e della conseguente necessità strategica di accorciare le catene di fornitura. Tema che il Governo dovrebbe porre con forza anche in ambito Europeo.
La Fim-Cisl ha più volte denunciato la gravità di questa situazione, la quale indebolendo uno dei settori industriali più rilevanti, colpisce pesantemente il reddito dei lavoratori e riduce il bacino occupazionale del paese,determinando ripercussioni estremamente negative anche sull’indotto”.

Il segretario nazionale della Fim Cisl analizza anche la situazione nello stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi

Nell’ultimo semestre del 2022 Melfi è riuscito a recuperare il divario negativo del primo semestre rispetto alle produzioni 2021, producendo circa 150 vetture in più (da 163.646 a 163.793). Si è interrotto così il calo produttivo che da tre anni caratterizzava lo stabilimento Melfitano, anche se è il Plant di assemblaggio di auto con la perdita maggiore rispetto al 2019, pari a oltre 84.307 auto (-34%) e con un livello produttivo inferiore del 58% rispetto a quello raggiunto nel 2015, dopo il lancio di Renegade e 500x. Il 20% delle produzioni è rappresentato da 500x, il 32% da Jeep Compass e il 48% da Jeep Renegade.

Su Melfi pesa maggiormente il blocco causato dai semiconduttori essendo uno degli stabilimenti con la maggiore capacità produttiva; sono circa 297 i turni di fermo produttivo. Dobbiamo aggiungere che tutto ciò ha determinato continui stop agli attuali 17 turni, con una discesa di fatto a 15 turni, causando un contraccolpo occupazionale di circa 1.500 lavoratori. Per evitare ripercussioni negative, si è dovuti intervenire con vari strumenti, trasferte infra-gruppo e incentivazioni all’uscita su base esclusivamente volontaria (nell’ultimo anno ha coinvolto quasi 1.000 lavoratori) e la stipula di un nuovo Contratto di Solidarietà.

Con l’ultimo accordo, attraverso l’uso di altri ammortizzatori sociali straordinari, abbiamo messo in sicurezza l’occupazione per accompagnare la transizione dello stabilimento di Melfi verso la produzione dei quattro nuovi modelli multibrand completamente elettrici, sulla piattaforma Bev STLA Medium, confermati nel piano Stellantis a partire dal 2024.
Nel prossimo incontro di verifica dell’andamento del piano industriale Stellantis sarà fondamentale avere maggiori dettagli di tutta la fase di preparazione degli impianti nel 2023, di verifica della tempistica di attuazione delle produzioni al fine di tutelare l’occupazione e ridurre l’impatto degli ammortizzatori sociali. E’ indispensabile poi – conclude Iuliano – chiarire in sede ministeriale anche le problematiche collegate alla logistica e all’indotto.