Nella prima mattinata di oggi, martedì 11 settembre, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura  della Repubblica di Potenza – Direzione Distrettuale Antimafia, e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Venosa, sono state eseguite 22 ordinanze  cautelari  personali, disposte dal GIP di Potenza nell’ambito dell’operazione “T11r11 Over” (3 custodie cautelari in carcere, 9 arresti domiciliari con applicazione del c.d. ‘braccialetto elettronico’ e 10 divieti di dimora nel comune di Venosa).

Le indagini, avviate nel 2017 e basate su una sinergica applicazione di molteplici e diversificati atti, hanno consentito di accertare l’esistenza di un’articolata associazione a delinquere, composta da 12 persone, dedita ad  un intenso traffico di sostanze stupefacenti (del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana) radicata in Venosa.

Dalle indagini svolte risultava che, al vertice dell’associazione. vi era  A.S. 47 anni di Venosa che garantiva un continuo rifornimento di sostanza stupefacente ai vari associati-rivenditori al dettaglio, esercitando sui sodali la propria indiscussa autorità, se del caso anche mediante l’uso della forza e minacce.

I luoghi di approvvigionamento della sostanza, poi rivenduta nella piazza di Venosa, vanno individuati nel vicino territorio foggiano, confermando  così una allarmante sinergia fra la criminalità organizzata lucana e quella operante nel limitrofo circondario foggiano.

Le investigazioni, in particolare, hanno consentito di accertare, in termini di gravità indiziaria, come l’attività criminosa fosse improntata a criteri tipicamente ‘imprenditoriali’ di programmazione e gestione dell’illecita intermediazione in stupefacenti, con riferimento, ad esempio. alla precisa ripartizione, da parte dei citati capi dell’associazione, dei proventi economici dell’attività di spaccio, alla razionale diversificazione dei ruoli all’interno dell’associazione, alla determinazione dei ‘prezzi’ dello stupefacente, alle condizioni per la concessione agli assuntori di eventuali ‘dilazioni’ di pagamento.

Diversi episodi di spaccio – e questo desta particolare allarme sociale – avvenivano in prossimità di luoghi di aggregazione giovanile.

Elevato appariva, inoltre, il numero di assuntori che periodicamente si rivolgevano al sodalizio, capace di assicurare un’offerta di stupefacente ampia e diversificata, adatta alle esigenze di una domanda particolarmente intensa.

Accanto a persone già imputate per reati in materia di stupefacenti va evidenziata, tra i soggetti destinatari di misura cautelare detentiva nella presente indagine, la presenza di alcuni associati poco più che ventenni, che – grazie ali’ ‘expertise’ delinquenziale trasmesso dal vertice dell’associazione – manifestano già una caratura criminale di rilievo ed un crescente ruolo nell’attività di spaccio. Ed infatti, le indagini hanno disvelato un graduale ‘ricambio’ dei circuiti dello stupefacente nel territorio venosino, e l’allarmante compresenza di ‘veterani’ e di figure ‘emergenti’. che ha reso necessario un tempestivo intervento cautelare.

È inoltre purtroppo emerso l’impiego, in talune  attività  illecite, anche di 3 minorenni.

Nei confronti di altre 10 persone, non facenti parte dell’associazione a delinquere, ma pure responsabili di molteplici episodi di detenzione e cessione di stupefacente (ed alcuni anche molto giovani), è stata applicata la misura del divieto di dimora nel Comune di Venosa.

Le misure sono state eseguite da circa 80 militari della Compagnia Carabineri di Venosa. con l’ausilio del Comando Provinciale CC. che si sono avvalsi anche  di  unità  cinofile  per l’esecuzione di perquisizioni disposte da questa Autorità giudiziaria nei confronti di tutti i 22 destinatari di misura cautelare.

Dalle risultanze delle indagini emerge un dato preoccupante: il commercio di stupefacenti in una piccola realtà che coinvolge molti giovani, avvicinati, come si diceva, anche nei pressi di luoghi di aggregazione quale l’oratorio, sembra che avvenga senza che nessuno se ne preoccupi.