Il Presule ha anche dato mandato ad un legale, l’avvocato Nicola Gulfo, affinchè esperisca ogni azione a tutela dell’immagine della diocesi.
Nel comunicato, riportato dalla testata di informazione “Siritide.it”, Mons. Nolè si dice profondamente sorpreso e addolorato della notizia del provvedimento giudiziario nei confronti del parroco, accusato dell’ignobile e umiliante reato di abuso su minore.
“Il primo pensiero di richiesta di perdono e di sostegno morale e spirituale – prosegue il Vescovo di Tursi-Lagonegro – va alla vittima e alla sua famiglia, riservandomi di incontrarla al più presto per una vicinanza più concreta e solidale”.
Nell’auspicarsi che Don Antonio Calderaro possa dimostrare presto e in modo completo la sua estraneità alle accuse rivoltegli, Mons. Nolè conferma la sua piena fiducia e collaborazione alla magistratura affinché possa fare chiarezza sulla vicenda in maniera concreta e solidale.
Don Antonio Calderaro, che inseguito al decreto vescovile di sospensione “a divinis” è stato esonerato dalle funzioni e da ogni attività sacerdotale, è stato arrestato insieme ad altre due persone (tutti ai domiciliari) nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza, dalla quale è emerso che la vittima veniva addescata attraverso un social network.