Sette ordinanze cautelari a Melfi per usura e estorsione

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Alle prime ore di questa mattina, agenti della Polizia di Stato della Questura di Potenza coordinati dalla DDA di questa Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a provvedimenti cautelari disposti dal Gip del tribunale di Potenza nei riguardi di 7 soggetti, tutti di Melfi, resisi responsabili a vario titolo della consumazione dei delitti di usura, estorsione e detenzione illegale di armi da fuoco e munizionamento. 

L’attività di indagine è stata sviluppata nell’ambito di fatti di criminalità organizzata ed ha permesso di acquisire gravi indizi di reità nei confronti dei fratelli Ferrieri Antonio e Ferrieri Vittorio del nipote Lomio Luigi di Chingoli Romeo, per dei prestiti di denaro a tassi usurai concessi a un medico ginecologo di Melfi, e a carico di Patriziano Alessandro e dei figli Patriziano Michele e Patriziano Santo Fabio per prestiti di denaro a tassi usurai concessi a un medico dentista, ad un piccolo imprenditore edile e ad un operaio della zona industriale di Melfi, nei riguardi dei quali non esitavano a compiere delitti di estorsione per il recupero dei ratei insoluti.

L’indagine – la prima del genere condotta in quel territorio – ha permesso inoltre di accertare la detenzione illegale e il porto in luogo pubblico di una pistola e relativo munizionamento da parte del Ferrieri Antonio, raggiunto pochi giorni fa da un altro provvedimento cautelare nell’ambito dell’indagine condotta sull’assegnazione degli appalti e lavori da parte del Comune di Melfi. 

Le attività investigative particolarmente difficoltose per lo spessore criminale degli usurai e per la non sempre completa collaborazione delle vittime fortemente assoggettate e minacciate anche di morte, hanno disvelato l’esistenza di un vasto fenomeno delittuoso presente sul territorio del Vulture Melfese consolidato da diversi anni con consolidati protocolli operativi e modalità di erogazione e recupero del denaro. La violenza e la capacità di intimidazione espressa dal contesto criminale investigato emergeva, fra l’altro, dalle minacce proferite da Patriziano Alessandro ad una vittima che non potendo restituire tutta la somma pretesa dall’usuraio veniva investita di gravi minacce anche in presenza del figlio.

L’intervista a Francesco CURCIO, Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Potenza