Compariranno il 6 ottobre prossimo davanti ai giudici le 59 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, sviluppatasi su due filoni: l’attività estrattiva nel centro olio di Viggiano, con particolare riferimento allo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla stessa, e i rapporti tra amministratori locali e aziende impegnate nella realizzazione a Tempa Rossa, in agro di Corleto Perticara, di un nuovo centro olio.
La notizia, riportata da “Il Quotidiano del Sud”, giunge a nove mesi dall’arresto di cinque tecnici del Cova e della ex sindaco di Corleto Perticara.
Si tratta della responsabile dell’Unità di Sicurezza, Salute e Ambiente del Distretto Meridionale Eni, Roberta Angelini, e di altri quattro tecnici: Vincenzo Lisandrelli, Nicola Allegro, Luca Bagatti ed Antonio Cirelli.

Roberta Angelini, responsabile dell’Unità di Sicurezza, Salute e Ambiente del Distretto Meridionale Eni
Roberta Angelini, responsabile dell’Unità di Sicurezza, Salute e Ambiente del Distretto Meridionale Eni

Tra gli indagati nel filone Tempa Rossa, come dicevamo, l’ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino.
Tutti sono dal 31 marzo scorso agli arresti domiciliari, avendo anche la Cassazione respinta la richiesta di remissione in libertà, presentata dai legali.
Vicino è ritenuta responsabile di peculato, traffico d’influenze e voto di scambio. Sarebbe intervenuta sulla Total, che sta realizzando in località Tempa Rossa il centro olio, e su alcune imprese interessate alla costruzione, per far assumere persone da lei segnalate.
La Vicino con l'avvocato Daniele De Angelis all'uscita del tribunale di Potenza
La Vicino con l’avvocato Daniele De Angelis all’uscita del tribunale di Potenza

In seguito al coinvolgimento nell’inchiesta, Rosaria Vicino, ha dato le sue dimissioni da sindaco e da consigliere comunale.

Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile di Potenza, per raggiungere questo scopo, avrebbe anche minacciato di non rilasciare i permessi richiesti per realizzare l’opera.
Roberta Angelini, responsabile dell’Unità di Sicurezza, Salute e Ambiente del Distretto Meridionale Eni e gli altri tecnici indagati sono accusati, invece, di traffico illecito di rifiuti pericolosi, avendo contraffatto, secondo quanto emerge dall’indagine dei carabinieri del Noe, i codici dei rifiuti, provenienti dall’attività estrattiva e trasferiti negli impianti di Tecnoparco in Val Basento per essere smaltiti.

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