Dopo la morte dello zio, si appropriano di novantamila euro prelevati dal conto | Due sorelle denunciate per appropriazione indebita, autoriciclaggio e riciclaggio

Disposto dalla Procura il sequestro preventivo dell'intera somma

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Venerdì 25 febbraio 2022 – La Compagnia della Guardia di Finanza di Potenza, su ordine di questa Procura della Repubblica, ha dato corso all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip di Potenza con riferimento alle disponibilità finanziarie di due sorelle Maria e Lucia Errichetti (nipoti della denunciante) resesi a vario titolo responsabili dei reati di appropriazione indebita, autoriciclaggio e riciclaggio.

Le attività investigative coordinate dalla Procura e condotte dalla Guardia di Finanza scaturirono dalla denuncia di Teodora Caffarini, vedova da qualche tempo di Vito Errichetti che si era resa conto, dopo il decesso del marito, che non vi era più la disponibilità, all’atto delle procedure di successione, dei risparmi accumulati con il congiunto deceduto.

I riscontri effettuati per il tramite di escussioni testimoniali, analisi documentali nonché gli esiti delle indagini finanziarie condotte, hanno consentito di ricostruire, con idoneo supporto indiziario, la portata delle condotte penalmente rilevanti attribuibili alle due nipoti.

In particolare, sulla base delle attività d’indagine è risultato che, approfittando della particolare fiducia derivante dal legame di parentela, una delle due sorelle, Maria, cointestataria con lo zio di un rapporto finanziario, aveva prelevato oltre 90.000 euro a poche ore dalla morte dello zio omettendo di dare preventivo avviso all’operatore finanziario dell’avvenuto decesso in previsione dell’apertura della successione ereditaria.

Una volta posta in essere l’appropriazione indebita, l’importo veniva poi trasferito da Maria Errichetti su di un altro conto corrente cointestato con la propria sorella Lucia, procedendo poi alla sottoscrizione di un buono dematerializzato per euro 80.000.

In epoca successiva, come sottolineato dal G.I.P. “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso” si sono evidenziati gravi indizi della condotta di riciclaggio per aver posto in essere operazioni tali da non rendere identificabile la provenienza delittuosa degli 80.000 euro, procedendo a frazionarne l’importo mediante sottoscrizione dipolizze assicurative ed operazioni di prelevamento confluite su libretto di deposito.

L’attvità investigativa svolta sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale cli Potenza, le cui risultanze sono state positivamente condivise dal G.I.P., ha così permesso di ricostruire il percorso dei flussi finanziari degli importi ritenuti dallo stesso Gip, in questa fase procedimentale, indebitamente sottratti agli anziani coniugi.