L’amministratore della cooperativa “Manteca srl” che gestisce strutture di accoglienza di immigrati, Michele Frascolla, 52 anni, è da stamane agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica. Il provvedimento restrittivo nei suoi confronti è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Potenza che ha condotto indagini su presunte irregolarità nella gestione della cooperativa.
Frascolla deve rispondere di truffa aggravata ai danni dello Stato per circa nove milioni di euro e turbata libertà degli incanti.
Oltre al suo arresto, la Procura ha disposto anche il sequestro preventivo della società Manteca Srl – Management Temi del cambiamento, di cui il Frascolla è socio di maggioranza e amministratore unico. Tuttavia, è stato nominato un amministratore giudiziario al fine di non interrompere il servizio di assistenza nei confronti degli stranieri.

Le indagini della Squadra Mobile di Potenza sono iniziate dopo che la Prefettura di Potenza aveva segnalato alle autorità competenti alcune irregolarità nella gestione del servizio di accoglienza degli stranieri da parte della società Manteca srl, riguardanti in particolare l’erogazione del pocket money giornaliero e la non veridicità dei dati fomiti alla Prefettura circa le presenze quotidiane degli ospiti negli appartamenti gestiti dalla società.
Le irregolarità sono state confermate da alcuni ex dipendenti della Manteca Srl. Veniva accertata, fra l’altro, la falsificazione dei dati trasmessi alla Prefettura sulle presenze giornaliere.

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Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno consentito inoltre di far emergere ulteriori gravi condotte illecite, in particolare l’esistenza di un accordo collusivo tra diversi soggetti operanti nel campo dei servizi sociali ( che sono indagati per art. 353 c.p. ), volto a turbare il regolare svolgimento della procedura di gara indetta dalla Prefettura di Potenza, avente un valore di 8.851.968,00 euro, per assicurare i servizi di accoglienza ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.
In particolare la Squadra Mobile ha riscontrato la falsificazione di dati numerici relativi alle presenze degli stranieri ospitati negli appartamenti gestiti da Manteca SRL trasmessi alla Prefettura, ai fini della liquidazione delle spettanze economiche, che risultavano quindi superiori a quelle spettanti; un accordo collusivo, intercorso tra alcuni titolari di società che operano nel settore, mirato a vanificare il criterio dell’aggiudicazione della gara all’offerta economicamente più vantaggiosa; la falsificazione dell’attestazione – ai fini del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno dalla Questura di Potenza – della residenza, in Potenza, presso alloggi di pertinenza della Manteca Srl, di stranieri in realtà trasferiti in altra località, ovvero fuori dal territorio nazionale.

don Marcello Cozzi, presidente Cestrim
don Marcello Cozzi, presidente Cestrim
Sull’inchiesta interviene don Marcello Cozzi, presidente del Cestrim
C’è chi deve raschiare quotidianamente il fondo del barile perché i soldi non sono mai abbastanza per restituire serenità  a tanta povera gente che si è rifugiata dalle nostre parti, e c’è chi, invece, stando alle accuse della Procura, si inventa di tutto per intascarsi quei soldi pur in assenza di persone da accogliere.
In attesa di sapere se si tratta di accuse fondate, e sempre convinti della presunta innocenza di chiunque, continuiamo tuttavia ad indignarci dinanzi al mercato della dignità umana che da anni in Italia sta speculando sulla pelle di una umanità sempre più bisognosa.
Chi da anni in Italia ha fatto dell’immigrazione di tanti poveri cristi un business per arricchirsi, rappresenta l’altra faccia di quel mostro che altrove negli ultimi giorni ha alzato barricate come stendardo di una inciviltà che non finisce mai di sorprenderci”.