Chiesero finanziamenti per lavori già eseguiti. In cinque indagati per truffa all’Agea

Tra gli indagati il direttore e un funzionario dell'Ente Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti lucane

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Martedì 1 dicembre 2020 – A conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza e condotte dai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale, Carabinieri Forestali, emesse misure cautelati nei confronti di:
GIACOMO PANTONE, imprenditore agricolo, sottoposto a divieto di dimora nel territorio della Provincia di Potenza e del divieto temporaneo di esercitare l’attività di imprenditore e di ricoprire uffici direttivi in imprese agricole e destinatario della misura del sequestro equivalente per un valore di circa € 37.000,00;
ANTONIO SATRIANO , dottore forestale, sottoposto al divieto temporaneo di esercitare la propria professione;
EGIDIO MALLIA, funzionario dell’Ente Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti lucane, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari;
MARCO DELORENZO, direttore dell’Ente Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti lucane, sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nel territorio della Provincia di Matera e della sospensione dell’esercizio dell’ufficio pubblico ricoperto.

Sono ritenuti responsabili in concorso tra di loro di truffa in danno dell’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) nell’ambito del finanziamento  europeo denominato Misura 6, sottomisura 6.1 “Incentivi per la costituzione di nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori’: PANTONE quale beneficiario, SATRIANO  quale  dottore forestale delegato dal primo per redigere gli atti tecnici, FASANELLA quale istigatore, MALLIA e DE LORENZO, rispettivamente funzionario e Direttore  dell’Ente  Parco  di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, con i ruoli e gli artifici e raggiri, inducendo in  errore  l’AGEA  con   sede in Roma, procurarono a PANTONE il conseguimento del  finanziamento  per  un  imposto  complessivo  di  euro  70.000,00,  con pari danno per l’AGEA.

I PARTICOLARI DELL’INCHIESTA

  • PANTONE in data 2.5.19 inseriva in SIAN la domanda  di accesso  alla  misura, per l’esecuzione di lavori di dissodamento sulle superfici catastalmente riportate  al fg. 34 part. 28, 30, 33, 34, 160 e fg 42 part. 2, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 21 del Comune di Pietrapertosa.
  • SATRIANO il 14.5.18 redigeva il PSA e nelle date 11.2.20 e 13.3.20 allegava all’Ufficio UECA (ai fini dell’erogazione da parte dell’AGEA) la contabilità finale, attestando falsamente l’esecuzione di lavori di dissodamento iniziati il 12.4.19 e conclusi in data 30.1.20, ma in realtà già eseguiti prima del 21.4.17.
  • FASANELLA, su richiesta del PANTONE, interveniva su Diego MALLIA affinché fosse rilasciata al PANTONE il nulla osta dell’Ente Parco propedeutico per ottenere il finanziamento.
  • MALLIA, aderendo alla sollecitazione, interveniva sul DELORENZO che il 5.12.19 rilasciava il necessario nulla osta recante n. 1846, falso in quanto autorizzava lavori già effettuati prima del 21.4.17.

Tutto questo indusse in errore l’AGEA che in data 09.08.2019 versò sul e.e. intestato a Giacomo Pantone (filiale di Potenza della BCC Basilicata Credito Cooperativo di Laurenzana e Comuni Lucani) la somma di € 49.000 quale acconto, ed in data 08.06.2020 la somma di € 21.000 a titolo di saldo.
Per questa ipotesi, il Gip ha disposto anche il sequestro preventivo per equivalente limitatamente alla somma di euro 37.518,00.

Egidio Mallia, Marco Delorenzo e Giacomo Pantone devono rispondere anche di falsità ideologica perché, in concorso tra loro, nell’ambito dei ruoli svolti ed al fine di conseguirne il profitto, dopo che Giacomo Pantone, su indicazioni di Mallia, aveva presentato apposita istanza all’Ente Parco (il 3.12.19), Delorenzo, istruito da Mallia, rilasciava nulla osta avente prot. 1846 del 5.12.19 (nella duplice veste di istruttore e firmatario), ideologicamente falso in quanto dalla documentazione consultata dalla Procura si è rilevato che gli interventi di dissodamento di cui si chiedeva l’autorizzazione erano stati già eseguiti nel 2017, così consapevolmente autorizzando lavori in realtà già effettuati.

Le indagini, iniziate nel 2019, furono avviate grazie alla denuncia presentata da un operatore commerciale, “circostanza che dimostra in generale – sostiene il Procuratore Distrettuale Francesco Curcio – la rilevanza e l’importanza della collaborazione della società civile nell’azione  di contrasto ai fenomeni di illegalità”, cui hanno fatto seguito attività tecniche, escussione di  persone informate sui fatti, acquisizione della documentazione amministrativa rilevante e servizi di osservazione ed ulteriori riscontri svolti in modo puntuale e altamente professionale dai Carabinieri Forestali coordinati dalla Procura delle Repubblica di Potenza.