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Basilicata in zona rossa: DAD al 100%. Emanata l’ordinanza n. 5 del presidente Bardi


Sabato 27 febbraio 2021 – L’ingresso in zona rossa deciso dal Governo Nazionale a causa della rapida crescita dell’indice di trasmettibilità del Covid 19 ha determinato la necessità di predisporre una serie di misure per contenere anche sul piano locale la diffusione del contagio.

A tal scopo il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha emesso l’ordinanza n. 5 (LEGGI) con cui “le Istituzioni scolastiche della scuola primaria e del primo anno della scuola secondaria di primo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ed educativa in modo che il cento per cento delle attività sia svolta mediante il ricorso alla didattica digitale integratadal primo marzo fino al 5 marzo 2021.

Dal 6 marzo entrerà in vigore il nuovo dpcm nazionale che prevederà la didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse: ragione per cui la chiusura delle scuole in Basilicata sarà valida fino al 14 marzo 2021, data di scadenza dell’ordinanza firmata dal ministro della salute, Roberto Speranza (LEGGI) che ha determinato l’ingresso della nostra regione in zona rossa.

“La situazione in Basilicata – ricorda Bardi – è decisamente sotto controllo. Infatti resta la regione d’Italia con la più bassa percentuale di occupazione di posti letto per covid (6% in terapia intensiva ed appena 20% in malattie Infettive) ciò vuol dire che si intercettano tutti i sintomatici in tempo tanto da riuscire a curarli in tempo a domicilio. Quindi il tracciamento e gli screening con tamponi hanno funzionato ancora di più proprio nel momento di maggior contagio con L’Rt a 1,51. La decisione di chiudere le scuole, che ha trovato la piena condivisione di tutti gli attori dell’unità di crisi, è stata presa a seguito della velocità di trasmissione riscontrata in alcuni focolai registrati in alcune scuole lucane. Siamo consapevoli del grave disagio che questa chiusura comporta per le famiglie e soprattutto per le giovani generazioni, ma la decisione è stata presa per ridurre al massimo il rischio di conseguenze ancora più pesanti derivanti dal contagio del virus. Confidiamo, come sempre, nel comportamento dei cittadini improntato al massimo rispetto delle regole per evitare che la cosiddetta terza ondata possa vanificare quanto di positivo è stato fatto fino ad oggi”.

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