Zaza: “In due giorni raccolti 30mila euro. Tutto finirà, restiamo a casa”

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Da “La gazzetta dello Sport – “Ho paura. Vivo chiuso nella mia casa di Torino con il mio cane. Ma se tutti resteremo a casa, presto tutto questo finirà”. Simone Zaza è uno dei pochissimi calciatori di Serie A ad aver rotto il muro del silenzio da quando l’Italia combatte contro l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del coronavirus. Lo ha fatto in una lunga intervista in Spagna, a Radio Marca. Lui che da giovedì si è fatto promotore di una campagna lodevole, lanciando una raccolta di fondi dal suo profilo Instagram per aiutare gli ospedali della Basilicata, la sua regione. “In soli due giorni abbiamo raccolto 30.000 euro: c’è stata una risposta molto bella, dobbiamo continuare”.

LA BASILICATA, IL PADRE, I COMPAGNI

Zaza racconta come è nata questa idea. “La Basilicata è la mia regione, e ci sono cinque o sei ospedali che hanno bisogno di aiuto. Nella vita io sono stato fortunato al punto che oggi sono in grado di poter offrire alla comunità dei soldi e di poter aiutare le persone che hanno bisogno. Nella mia regione non ci sono molti casi di contagi, ma serve comunque acquistare del materiale ospedaliero per attrezzare meglio gli ospedali che potrebbero andare in difficoltà e ai quali mancano i materiali per curare questo virus: l’ho fatto perché sento che sto facendo qualcosa di utile e l’ho fatto con il cuore”. Poi aggiunge “Non volevo avere pubblicità, ma ho pensato che è una cosa importante se più persone ne saranno a conoscenza”. Un’iniziativa nella quale il padre, che vive in Basilicata, svolge un ruolo importante. “Ho parlato con mio padre che vive lì, e abbiamo creato questa iniziativa per la raccolta di fondi. Mi hanno subito aiutato i miei compagni di squadra e alcuni personaggi famosi della mia regione. E’ molto bello: la gente sta donando ciò che può”.

IL CANE, I VIDEOGAME, LA CUCINA

Come tutti i calciatori del Torino, Zaza sta vivendo questi giorni di emergenza chiuso dentro casa nel capoluogo piemontese. Nessun calciatore granata è in quarantena, il Torino si è solo raccomandato con ognuno di loro di evitare i contatti sociali e di uscire solo per le più strette esigenze fondamentali. “Sono chiuso a casa con il mio cane. Grazie al cielo è con me, altrimenti sarei stato da solo. La mia famiglia è nel Sud Italia, io sono a Torino – racconta -. Siamo tutti a casa. I giorni sono diventati lunghi: io gioco, leggo diversi libri, cucino, faccio videochiamate… il tempo passa così”.

I MEDICI SONO DEGLI EROI

L’ultima parte dell’intervista è una riflessione su quello che stanno vivendo gli italiani: “Ora le persone in Italia hanno capito cosa sta succedendo. Tutti ascoltano le direttive del Governo, restando a casa affinché si batta questo virus il prima possibile. Il calcio? La mia modesta opinione è che ci sono tantissime cose più importanti in questo momento: penso alla salute della mia famiglia , dei miei amici e delle persone. Non sono un esperto, ma dico solo che l’Italia si è mossa in anticipo rispetto agli altri Paesi . Abbiamo chiuso tutto, negozi compresi, anche la Spagna dovrebbe fare lo stesso: solo così la situazione potrà migliorare. È un problema di tutto il mondo”. E prima di salutare, dice: “I medici sono degli eroi, è grazie al loro lavoro se potremmo continuare a vivere”.