Prima udienza oggi del processo petrolgate: oltre 70 gli indagati

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Compariranno stamane davanti ai giudici le oltre 70 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, sviluppatasi su due filoni: l’attività estrattiva nel centro olio di Viggiano, con particolare riferimento allo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla stessa; e i rapporti tra amministratori locali e aziende impegnate nella realizzazione a Tempa Rossa, in agro di Corleto Perticara, di un nuovo centro olio.
Tra gli imputati, la responsabile dell’Unità di Sicurezza, Salute e Ambiente del Distretto Meridionale Eni, Roberta Angelini, e di altri quattro tecnici in servizio nel Centro Olio di Viggiano: Si tratta di Vincenzo Lisandrelli, coordinatore ambiente del reparto sicurezza e salute all’Eni di Viggiano, Roberta Angelini, responsabile Sicurezza e salute dell’Eni a Viggiano, Nicola Allegro, responsabile operativo del Centro oli di Viggiano, Luca Bagatti, responsabile della produzione del distretto meridionale di Eni, Antonio Cirelli, dipendente Eni nel comparto ambiente.

Tra gli indagati nel filone Tempa Rossa, l’ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino..
E’ ritenuta responsabile di peculato, traffico d’influenze e voto di scambio. Sarebbe intervenuta sulla Total, che sta realizzando in località Tempa Rossa il centro olio, e su alcune imprese interessate alla costruzione, per far assumere persone da lei segnalate. Per raggiungere questo scopo, secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile di Potenza, avrebbe anche minacciato di non rilasciare i permessi richiesti per realizzare l’opera.
In seguito al coinvolgimento nell’inchiesta, Rosaria Vicino, si è dimessa da sindaco e da consigliere comunale.

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Roberta Angelini, responsabile dell’Unità di Sicurezza, Salute e Ambiente del Distretto Meridionale Eni e gli altri tecnici indagati sono accusati, invece, di traffico illecito di rifiuti pericolosi, avendo contraffatto, secondo quanto emerge dall’indagine dei carabinieri del Noe, i codici di quelli provenienti dall’attività estrattiva e trasferiti negli impianti di Tecnoparco in Val Basento per essere smaltiti.

Tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Direzione Distrettale Antimafia di Potenza anche l’Eni e altre nove società, l’attuale responsabile del Distretto meridionale dell’ente petrolifero, Ruggero Gheller ed Enrico Trovato, e l’ex direttore generale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, Donato Viggiano.
Indagati anche Vincenzo Robortella, consigliere regionale Pd della Basilicata. Robortella, che ha 29 anni, è stato eletto in consiglio nel novembre del 2013. Nella legislatura precedente consigliere regionale era il padre, Pasquale Robortella, anch’egli del Pd e anch’egli indagato nell’inchiesta. Entrambi sono indagati per concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Gianluca Gemelli
Gianluca Gemelli

Nel filone Tempa Rossa dell’inchiesta è coinvolto anche Gianluca Gemelli, compagno della ex ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, dimessosi dopo la pubblicazione di una telefonata con la quale informava Gemelli dell’approvazione del decreto che sbloccava il progetto Tempa Rossa.
Gemelli, coinvolto anche nel filone siciliano dell’inchiesta, relativamente all’ampliamento del porto di Augusta, è accusato di corruzione e traffico d’influenze. Avrebbe fatto da tramite tra il ministro Guidi ed imprenditori interessati alla realizzazione del Centro Olio di Tempa Rossa, in agro di Corleto Perticara.