Venerdì 23 ottobre 2020 – Che in Basilicata ci siano ancora problemi nel trasporto pubblico e, in particolar, in quello scolastico, purtroppo è risaputo.
Non ci sorprende, quindi, quanto accaduto nel Senisese ai viaggiatori, soprattutto studenti, dei paesi della zona che dovevano raggiungere la scuola.
Ce lo racconta Vincenzo Diego de La Siritide in questo articolo che pubblichiamo.

Alcuni ragazzi denunciano un fatto increscioso, accaduto ieri mattina sulla Sarmentana, al punto di coincidenza, dove in tanti scendono e cambiano autobus.
La scuola è un diritto sacrosanto, ma la storia degli autobus pieni continua a tenere banco, ma anche con il fiato sospeso ragazzi, famiglie e autisti.
I positivi al Covid aumentano di giorno in giorno, ma a quanto pare non si riesce a garantire distanziamento e sicurezza, anzi il caos aumenta, regna sovrano.

I ragazzi ci raccontano una storia surreale, raccontano di un pullman di linea, e non di uno scuolabus, di una nota azienda di trasporti che come ogni mattina si reca a Cersosimo proveniente da San Paolo Albanese per far salire ragazzi e persone con destinazione Senise.

Sono le 6.55, sedute già due, al massimo tre persone, pochi minuti di attesa sotto il pino nella piazza principale e prendono posto almeno altri tredici passeggeri, per lo più studenti.
L’autista riparte per raggiungere il punto di coincidenza, come ogni mattina, nei pressi della vecchia strada che collega la Sarmentana a Noepoli. Pochi chilometri, qualche tornante ed ecco il bivio sul ponte. Si aspetta qualche minuto, il tempo di far salire altri ragazzi ed altre persone provenienti da San Costantino Albanese e da Terranova di Pollino, per riprendere subito dopo la corsa.
Ma l’autista, dopo un’occhiata attenta, si accorge che i conti non tornano, tanti, troppi passeggeri. Allora decide di non ripartire. “

“Non si parte – dice- se qualcuno non scende”. Tra i sedili gli occhi si incrociano, qualcuno alzato nel corridoio, non trova posto, le proteste si fanno sentire, non ci si può credere. Più di qualcuno rischia di rimanere a piedi e a bordo strada con tutto quello che significa: pericolo, freddo e la perdita delle coincidenze per Policoro e Sant’Arcangelo. Ma l’autista è deciso, non si riparte, anzi minaccia di chiamare i Carabinieri, come se la colpa fosse dei passeggeri.
I minuti passano, la rabbia e l’incredulità si fanno strada ma, tra momenti di sconcerto e concitazione, si cerca di trovare anche una possibile soluzione. Si chiede al conducente di un altro autobus che già sta per ripartire per Noepoli di prendere a bordo alcuni passeggeri che nel frattempo sono scesi tra le proteste, ragazzi per lo più minorenni, iscritti al primo anno delle superiori.
Gli autisti si parlano, ci si sbraccia, ognuno cerca di far capire le proprie ragioni, poi l’accordo. Si aprono le porte, si prende posto, e via verso Noepoli, tra i vecchi tornanti. Si perde tempo, mezz’ora circa, più di qualcuno deve telefonare gli amici a Senise per non far partire le altre corse.

Una brutta avventura. Una vergogna che non dovrà più ripetersi, sottolinea più di qualcuno. Tanti i genitori indignati e preoccupati.
“La prossima volta, spiegano, ai carabinieri ci rivolgeremo noi”. I genitori chiedono scuolabus e non bus di linea per i propri figli, un pericolo di contagio in più, dicono. Una brutta avventura che il sindaco di Cersosimo, Domenica Paglia, ha stigmatizzato con forza, anticipando che chiederà al Prefetto, alla Regione e all’azienda di trasporti chiarimenti e soluzioni, nell’interesse dei suoi cittadini, dei ragazzi, ma anche nell’interesse di chi viaggia in tempo di Covid.

Vincenzo Diego