Giovedì 13 gennaio 2022 – Cerimonia di commemorazione stamane a Venosa di Rocco Girasole, il bracciante ucciso nella città oraziana il 13 gennaio 1956, durante “una pacifica manifestazione di protesta”.

E’ stata organizzata dalla Flai-Cgil di Basilicata e Camera del lavoro di Venosa che hanno proposto che il centro di accoglienza per i migranti stagionali che sarà realizzato a “Boreano” sia intitolato a Rocco Girasole.


Secondo Pietro Simonetti, componente del Tavolo Nazionale Anticaporalato del Ministero del Lavoro, il centro di Boreano “andrebbe intitolato a Rocco Girasole per arricchire la memoria e tracciare percorsi di liberazione dalle forme di schiavitù presenti ancora nelle campagne italiane e non solo”.

 In quel momento storico numerose furono i movimenti per rivendicare lavoro e diritti.

La valorizzazione della memoria e dei protagonisti della lotta contro il latifondo e la rinascita e’ un valore – sostiene Simonetti – che occorre coniugare con l’impegno attuale a sconfiggere il caporalato, il lavoro nero ed il precariato.

Per questo e la utilizzazione delle risorse ingenti messe a disposizione dalla U. E. per l’occupazione e’necessario che la Regione, dopo il decreto di finanziato del Ministero dell’Interno-Pon legalita’ per la realizzazione del nuovo Centro di accoglienza stagionali di Boreano/Venosa, superi i ritardi che si vanno accumulando per la nomina del Responsabile unico del procedimento, una figura indispensabile per i procedimenti di appalto e realizzazione della importante struttura nel sito dell’ex ghetto che per anni ha visto protagonisti caporali e psedo aiutanti nello sfruttamento di migliaia di migranti.

Occorre nominare il R. U. P. – prosegue Simonetti – anche per la realizzazione del nuovo Centro di Gaudiano/Lavello.
L’investimento complessivo della UE ‘di circa 7 milioni per complessi 300 posti con servizi di ultima generazione e strutture adeguate alle esigenze di ospitalita’ alternative ai ruderi ed alle capanne.

Il Centro di Boreano andrebbe intitolato a Rocco Girasole per arricchire la memoria e tracciare percorsi di liberazione dalle forme di schiavitu’pressnti ancora nelle campagne italiane e non solo.

In questo quadro, dopo l’ennesima sollecitazione delle istituzioni, parti sociali e del Volontariato, raccolte per l’ennesima volta dal Prefetto Matera, – ribadisce Simonetti – occorre che il Presidente della Regione Bardi, proponente della delibera da 16 mesi per il completamento del Centro di Scanzano (2 milioni del Pon legalita’ per 150 posti e servizi formativi, culturali( ottenga dalla sua Giunta l’adozione del provvedimento conclusivo concordato con il Comune di Scanzano e il Ministero dell’Interno.

Ricordiamo agli smemorati che rivendicano giustamente misure per l’accoglienza che – conclude Simonetti – il Piano nazionale anticaporalato finanzia 700 posti in strutture pubbliche ed altre di inclusione nei Comuni e nei territori lucani per una somma complessiva di oltre 18 milioni nel periodo 2020/23 che vanno spesi bene e subito.