Progetto Respiro: le storie degli orfani di femminicidio diventano un podcast

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Venerdì 11 novembre 2022 – E’ online il trailer di Respiro, il podcast ideato da Terre des Hommes e scritto da Roberta Lippi che in 6 puntate racconta le storie degli orfani di femminicidio e delle famiglie che si sono prese cura di loro. Bambini e bambine che sono orfani due volte: hanno perso la mamma e il papà, suicida o in carcere, ma anche la loro capacità di sognare una vita normale e felice.

Dal 20 novembre saranno pubblicati su spreaker e disponibili su tutte le piattaforme i primi due episodi del podcast, a seguire le altre puntate la prima settimana di ogni mese.

Anche grazie a questo strumento sempre più diffuso e che per la sua stessa natura permette un maggior rispetto della privacy dei testimoni, Roberta Lippi ci conduce attraverso sei storie, perché insieme si possa, non solo ridare il giusto peso alla loro drammatica esperienza, ma comprendere l’importanza che ha prendersi cura, da subito, di chi resta.

“Quando si parla di femminicidio pensiamo sempre alla tragedia, inaccettabile, al fatto di cronaca di per sé. Ricordiamo quanti figli ha la vittima e di che età. Inorridiamo pensando all’accaduto, ma poi di quelle vite dimentichiamo tutto” sostiene Roberta Lippi, già autrice di altri podcast di successo come Love Bombing e Soli “Invece un femminicidio lascia dietro di sé un dolore atroce e una solitudine di cui la società deve farsi responsabile”

Quando si spengono i riflettori sul drammatico fatto di cronaca, infatti, chi resta deve affrontare un lungo calvario, psicologico, legale e spesso anche economico per ritrovare una qualche forma di normalità.

Le prime storie

Il calvario lo chiarisce bene Giuseppe Delmonte, il primo testimone a raccontare la sua storia di violenza e riscatto, rimasto orfano il 26 luglio del 1997, quando sua madre Olga è stata uccisa per strada a colpi d’ascia dall’ex marito. Giuseppe aveva 18 anni “Quando perdi tua mamma così sei condannato all’ergastolo del dolore…. Per 25 anni non sono riuscito a parlarne con nessuno, non ho avuto nessun supporto psicologico e facevo finta che non fosse mai accaduto, ma ora non voglio più stare zitto. Il mio grido è perché si intervenga subito, gli orfani hanno bisogno di un supporto immediato”

Nel secondo episodio è invece nonna Adriana a parlare: “Nella tragedia il nostro primo pensiero è stato quello dei bimbi, il piccolo aveva solo 19 mesi e il grande 4 anni” A quasi 6 anni dalla morte della figlia Stefania, uccisa dal marito il 19 ottobre 2016, Adriana e Luigi Formicola testimoniano la loro esperienza di nonni-caregiver dei due piccoli orfani. Un percorso a ostacoli che la coppia ha portato avanti con coraggio e dedizione.

Il progetto

Il podcast Respiro è realizzato all’interno del progetto omonimo (REte di Sostegno per Percorsi di Inclusione e Resilienza con gli Orfani speciali), avviato nel 2021 dalla Cooperativa Irene 95 con una rete di 13 partner attivi su tutto il territorio nazionale e in particolare in Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. In Basilicata partner del progetto è il Ce.St.Ri.M.

Il progetto Respiro promuove un modello di intervento e di cura per garantire una risposta efficace per la protezione di bambini e bambine quando si verifica un femminicidio, affinché i più piccoli non siano più soli, ma vengano accompagnati in un percorso di sostegno.

Anche attraverso questo podcast, l’intervento vuole inoltre favorire un cambiamento culturale, costruendo insieme ai media e ai comunicatori un’alleanza per diffondere un nuovo approccio alla prevenzione della violenza domestica.

Sostiene Fedele Salvatore, della Cooperativa Sociale Irene ’95 e coordinatore del progetto “Ascoltare il podcast mi ha fatto salire il cuore in gola. Ho compreso ancora meglio l’espressione dell’orfana Alessia che ha ispirato il nome del progetto ‘quando diventi orfana così, il dolore ti spezza le gambe e l’aria infinita che vola ovunque sembra non esserci più in te’”

Aggiunge Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e Programmi Italia di Terre des Hommes: “Per Terre des Hommes poter raccontare questo tipo di storie rappresenta un contributo essenziale alla conoscenza del dramma dei molti orfani speciali ai quali il nostro Paese deve dare una protezione e tutela che oggi ancora non hanno. La protezione dei diritti fondamentali di bambini, bambine e adolescenti è il cuore della mission della nostra Fondazione e in questo caso, purtroppo, ci confrontiamo con una delle peggiori violenze che un minore possa subire nella sua vita”