Si tratta del terzo appuntamento dell’evento teatrale “Quartieri contemporanei: rassegna tematica tra letteratura e teatro”, con la direzione artistica di Isabel Russinova, organizzato da “Ars Millennia production”, associazione culturale “Bravò” e Università degli studi della Basilicata, con il patrocinio della Fondazione Cassa di risparmio di Calabria e di Lucania, della Regione Basilicata e del Comune di Potenza.
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L’Amica Geniale è il primo volume di una quadrilogia che ha come protagoniste due donne, legate da un’amicizia tanto tormentata quanto imprescindibile. Un romanzo avvincente che attraversa sessant’anni della nostra storia. Il testo evidenzia la paura dell’ignoto, specchio del periodo che stiamo vivendo, attraverso il racconto di un’amicizia, tra affetti, conflitti, rivalità e gelosie. Protagonista dello spettacolo, con la regia di Carlo Emilio Lerici, la poliedrica e intensa Francesca Bianco, da sempre impegnata a teatro in ruoli significativi. La accompagnano le suggestioni musicali del Maestro Davide Cavuti, autore di colonne sonore cinematografiche (tra le più recenti quella del film “Vallanzasca”) e teatrali, alla fisarmonica. Elena Ferrante è lo pseudonimo di una scrittrice, o di uno scrittore, di cui si ignora la vera identità. I suoi romanzi sono tradotti in molte lingue e alcuni suoi racconti sono diventati film di successo come: “L’amore molesto”, candidato al Premio Strega, pellicola diretta da Mario Martone con Anna Bonaiuto, “I giorni dell’abbandono”, finalista al Premio Viareggio, con Luca Zingaretti per la regia di Roberto Faenza. Nel 2011 è stato pubblicato il primo volume della saga: “L’amica geniale”. Nel 2014 è uscito il quarto libro “L’amica geniale – Storia della bambina perduta”. Anche quest’anno Elena Ferrante è candidata al premio Strega.
La rassegna si chiuderà il 31 marzo con la prima nazionale di “La chiave di Virginia B” (Argo Editore) di e con Isabel Russinova, e con Antonio Salines, Arianna Ninchi e Ugo Bentivegna. Musiche di Antonio Nasca, scene e costumi di Wilma Logatto, per la regia di Rodolfo Martinelli Carraresi. Ne “La Chiave” si parla di erotismo non nel senso letterale del termine, bensì nel senso de: “il complesso delle manifestazioni dell’impulso sessuale sul piano psicologico, affettivo e comportamentale”. Questo complesso di manifestazioni domina ogni azione dei protagonisti, ne pervade ogni gesto, ne detta il comportamento.
In questo adattamento teatrale ambientato negli anni Cinquanta, l’erotismo e la donna hanno le valenze e i condizionamenti che riflettono e rappresentano un periodo di grandi cambiamenti, etici e sociali, nel nostro Paese, periodo di ansie, ma anche di grandi speranze, proprie del dopoguerra.
 
Fonte: Ufficio Stampa Unibas