Da sinistra a destra. Da destra a sinistra. Dal centro al centro. Dall’alto in basso. Dal basso in alto.
Sono i viaggi (a parte quelli di Stato) più frequenti dei nostri politici/amministratori.
Basta una notte insonne ed un comunicato stampa e ci si ritrova a propagandare idee che fino ad ieri si erano avversate. Ci si ritrova catapultati, in un solo secondo, in un modo di vivere e interpretare la realtà totalmente opposto a quello difeso il giorno prima.
Eppure, con la camicia stirata e la cravatta di seta, si cerca di continuare ad essere credibili agli occhi della gente. Pettinati come boy-scout e con un po’ di cipria sul naso pronti a centrare l’obiettivo della televisione.
Trasformismo, transumanza, passaggio naturale,  e tante altre a parole vengono usate, dagli addetti ai lavori, per interpretare questo fenomeno tutto italiano. Quasi fosse una dinamica naturale, semplicemente da spiegare a cittadini stupidi (e stupiti) come noi.
A dire il vero queste parole, invece, vengono usate per giustificare il fenomeno. Ogni parola deve veicolare un concetto. Ogni concetto deve creare un velo che nasconda la realtà delle cose.
Obiettivo? Non bisogna interrogarsi sull’etica, la morale, l’ideale. Non bisogna cercare le criticità di un comportamento squallido e scorretto dettato semplicemente da pulsioni individualistiche vocate al potere, al successo e al denaro.
Non c’è nulla di buono e di serio in questi viaggi di appartenenza fittizia, così frequenti nella nostra Italia. Essere di una parte non significa più niente. Nulla da difendere, nulla da conquistare, nulla da amare. Basta cambiare tessera e il gioco è fatto. Come per magia si è già dall’altra parte. Ma niente paura, anche qui nulla di nulla. Solo una tessera, per forma, per sentirsi membri di qualcosa. Socio di un club ristretto con scadenza annuale.
La cosa importante e fondamentale, ovviamente, è continuare ad essere seduti al posto giusto e ad avere i paggetti (o le veline) di corte.
Da ogni parte politica si illustrano le strategie di uscita dalla crisi. Si mostrano piani miliardari di investimenti pubblici e privati. Si fanno promesse sul lavoro e sulla qualità dello stesso.
Si illustrano le modalità per costruire quella strada, una nuova fabbrica o centrali di energia pulita.
Tutte cose sacrosante ( e spesso inattuate). Tutte cose fondamentali per un equilibrio socio-poilitico di una nazione. Tutte cose di grande impatto emotivo.
Ponte sullo stretto, alta velocità, strade, case, alberghi, porti, gallerie, e chi più ne ha più ne metta.
Una nuova Italia in costruzione. Di nuovo con le case di sabbia e senza ferro. E invece……
E invece bisognerebbe tornare a costruire coscienze, persone, uomini.
Bisognerebbe investire tempo e denaro sulla formazione delle risorse umane.
Bisognerebbe ridare la giusta centralità e il giusto peso POLITICO ad ogni cittadino.
Bisognerebbe, appunto.